L’UDC riunita a Ginevra per rafforzare la sua posizione nella Romandia
Per la prima volta da dieci anni, l'Unione democratica di centro riunirà sabato i propri delegati a Ginevra. Il partito di governo intende, con questa scelta, aumentare la sua base nei cantoni francofoni, dove finora non ha raccolto grandi consensi.
«Per le elezioni federali del 2003 intendiamo rafforzare la nostra presenza nella Svizzera romanda», spiega il segretario generale dell’UDC, Jean-Blaise Defago. Attualmente, il partito di centro destra è solidamente ancorato soltanto a Friburgo e Vaud.
A Ginevra, nel Giura e in Vallese, l’UDC non è ancora riuscita a trovare un elettorato di proporzioni paragonabili a quelle raggiunte nei cantoni svizzero-tedeschi. A Neuchâtel, unico cantone elvetico dove l’UDC non è rappresentata, il partito vuole creare una sezione per il 2003, annuncia inoltre Defago.
Lo svolgimento dell’assemblea dei delegati a Ginevra dovrebbe pure costituire un incoraggiamento alla sezione locale, in vista delle elezioni cantonali del 2001. Il partito nazionale vuole in ogni caso «testimoniare la sua fiducia» alla sezione ginevrina, il cui comitato è stato rinnovato dopo le dimissioni dell’avvocato Pascal Junod, sospettato di simpatizzare con gli ambienti neo-nazisti.
Al centro del congresso dei delegati figura ancora una volta la questione dell’immigrazione. Si preannuncia una nuova battaglia tra moderati e fautori di una linea dura in merito alla posizione del partito sull’iniziativa in votazione il prossimo 24 settembre, che propone di limitare al 18 percento la percentuale di stranieri residenti in Svizzera.
Il presidente della Confederazione, Adolf Ogi, cercherà nuovamente di convincere i membri del suo partito ad adottare una posizione più morbida. Nell’ultimo congresso, tenuto in luglio dall’UDC in Argovia, Ogi aveva invitato i suoi colleghi ad una maggiore apertura verso l’estero, senza tuttavia ottenere grandi consensi.
swissinfo e agenzie
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