La Svizzera revoca le sanzioni contro la Jugoslavia
La Svizzera ha deciso di revocare le principali sanzioni contro la Repubblica federale di Jugoslavia (RFY). Ma le misure contro l'ex-presidente Milosevic, i membri della sua famiglia e 360 personalità jugoslave e serbe, resteranno in vigore.
Rimane in vigore anche la proibizione di esportare materiale bellico verso la Jugoslavia, mentre saranno revocate le disposizioni che impediscono gli investimenti e i crediti pubblici all’esportazione verso il paese balcanico. La Svizzera, che ha anche annullato l’obbligo di annunciare i trasporti di prodotti petroliferi, si allinea così alle posizioni espresse dall’Unione europea.
Berna vuole fornire aiuti economici alla Jugoslavia per un ammontare che sarà stabilito nelle prossime settimane. «Si tratta di concedere un soccorso immediato, ma nello stesso tempo di evitare ostacoli alle riforme democratiche». L’aiuto potrebbe avere carattere tecnico, ma anche umanitario o finanziario. Per il consigliere federale la Jugoslavia è ormai diventata un «membro normale della comunità internazionale.»
Le sanzioni svizzere contro Belgrado erano state decretate il primo luglio del 1998. Berna aveva vietato le forniture di materiale bellico, come pure la concessione di crediti pubblici all’esportazione e di garanzie a copertura di scambi o investimenti nella repubblica. Era inoltre stato deciso di congelare eventuali averi del governo e dell’amministrazione jugoslava.
La decisione di revocare le sanzioni, ha detto Couchepin, è stata presa dal governo «in conferenza telefonica». Alcuni ministri sono infatti assenti per le vacanze autunnali.
swissinfo e agenzie
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