La Svizzera vuole impegnarsi per il protocollo di Kyoto
La Svizzera intende impegnarsi a fondo per salvare il protocollo di Kyoto per la riduzione dei gas a effetto serra, protocollo messo in crisi dal disimpegno degli Stati Uniti. Il Consiglio federale ha affidato l'incarico alla delegazione svizzera, diretta da Philippe Roch, direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente, che parteciperà alla Conferenza mondiale sul clima, in programma a Bonn dal 16 al 27 luglio.
Per il protocollo di Kyoto, che obbliga i paesi industrializzati a ridurre mediamente del 5 per cento, entro il 2012, le emissioni di gas a effetto serra, la situazione è critica. In marzo, il presidente americano George W. Bush ha annunciato la volontà respingere l’accordo internazionale, affermando che le previste riduzioni delle emissioni sarebbe state troppo costose per l’economia del suo paese.
Orbene, gli Stati Uniti sono il maggiore produttore di anidride carbonica (CO2) del mondo, ossia il gas a effetto serra. Se alla conferenza di Bonn non saranno trovate soluzioni in vista della prosecuzione dei negoziati internazionali, l’intero processo messo a punto dopo il Vertice della terra di Rio, nel 1992, per la salvaguardia del clima, sarebbe messo in pericolo.
Il Consiglio federale ritiene che tutte le parti debbano compiere sforzi per trovare un compromesso per far uscire dalla crisi il protocollo di Kyoto. La Svizzera spera che gli Stati Uniti tornino sui loro passi, unendosi al processo internazionale per la difesa del clima. In aprile, il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger aveva scritto una lettera a Bush, invitandolo a non ritirarsi dai negoziati.
swissinfo e agenzie
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