Lanciarazzi russi comprati dai servizi segreti svizzeri
L'ex capo dei servizi segreti militari svizzeri Peter Regli ha ordinato l'acquisto nel 1994, attraverso canali non ufficiali, di due lanciarazzi antiaerei russi.
La transazione si è svolta alla totale insaputa dei vertici dell’allora Dipartimento militare federale. Scopo dell’operazione sarebbe stato procacciarsi informazioni su un arma che, nell’ambito della dissoluzione dell’Unione Sovietica, sarebbe potuta finire in mano a terroristi, ha affermato il portavoce del Dipartimento della difesa (DDPS) Oswald Sigg in un servizio andato in onda venerdì sera durante la trasmissione «10 vor 10» della televisione svizzero tedesca SF DRS.
Sigg non ha voluto però escludere che per ottenere conoscenze sull’arma sarebbe bastato attingere ad una documentazione internazionale. Invece il servizio segreto svizzero si procurò due i due SA-18 (Igla M 9K39, codice NATO «Grouse», il corrispettivo russo degli Stinger americani in uso anche nell’esercito elvetico, in grado di abbattere un aereo a 3.000 metri di quota) attraverso canali oscuri, pagando complessivamente 305.500 franchi.
Da allora i due lanciarazzi si trovano in un deposito dell’esercito di Thun (nel Canton Berna), ancora nella loro imballaggio originale. Il fatto che non siano mai stati sottoposti a test fa sorgere il dubbio che l’acquisto, più che per motivi di «intelligence», fosse stato effettuato con altri fini. Il DDPS è ufficialmente a conoscenza dell’esistenza delle armi solo da due mesi.
swissinfo e agenzie
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