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Democrazia diretta in Svizzera

Le elezioni in Kosovo, un passo verso la stabilità

Viktor Ruffy Keystone

Voto senza incidenti sabato in Kosovo per le elezioni amministrative. Il capo della missione internazionale di osservatori , lo svizzero Victor Ruffy (nella foto), ritiene lo scrutinio "una garanzia per una ritrovata stabilità".

Si sono svolte senza incidenti sabato le elezioni amministrative in Kosovo. Secondo i primi risultati, non ufficiali, la vittoria andrebbe alla Lega democratica, il partito del moderato Ibrahim Rugova, che avrebbe ottenuto la maggioranza a Pristina e in molti altri centri della provincia.

Le elezioni sono un grande passo verso l’autogoverno del Kosovo e verso la democrazia: in questi termini Bernard Kouchner, governatore Onu della provincia, ha commentato l’andamento dello scrutinio.

L’ex-consigliere nazionale socialista e capo della missione internazionale di osservatori delle elezioni, Victor Ruffy, interpellato dalla Radio della Svizzera romanda, ha dichiarato che “in fondo, queste elezioni sono la garanzia di una stabilità ritrovata”.

“Penso ci si debba felicitare con gli abitanti del Kosovo che sono stati capaci di darsi delle prime istituzioni democratiche”, ha proseguito Ruffy. “Le apprezzeranno certamente in maniera particolare, dal momento che è la prima volta che si trovano in un clima di libertà.”

Il vodese riconosce che l’organizzazione per certi versi insufficiente dello scrutinio ha creato delle “piccole difficoltà”. Ma a suo avviso, ciò non deve mettere in discussione il carattere “leale” delle elezioni. Quanto alla mancata partecipazione al voto della minoranza serba, Ruffy se ne rammarica, ma l’astensione è stata decisa dai serbi stessi.

Il governatore Kouchner ha tuttavia annunciato che, in attesa di un nuovo voto, procederà alla nomina di rappresentanti serbi nelle assemblee municipali composte da rappresentanti albanesi eletti sabato. In quanto alla partecipazione di altre minoranze al voto, Kouchner si è detto soddisfatto di aver visto alle urne non soltanto albanesi, ma anche bosniaci, turchi, zingari rom, ashkali e gorani.

swissinfo e agenzie

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