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Democrazia diretta in Svizzera

Niente “Strade per tutti”

Keystone

Il popolo svizzero non vuole saperne di nuove limitazioni sulle strade. Quattro quinti dei votanti hanno silurato l'iniziativa "Strade per tutti" che proponeva l'introduzione di un limite generale di velocità di 30 km/h nei centri abitati. Soddisfatto il capo del Dipartimento dei trasporti, Moritz Leuenberger, favorevole a limitazioni parziali e graduali.

Il rifiuto di questa iniziativa rientra nelle consuetudini di quest’ultimo ventennio. Dal 1977, il popolo svizzero ha infatti già spazzato via una dozzina di proposte che miravano ad arginare il traffico stradale e a ridurre i suoi effetti negativi per l’uomo e l’ambiente. Soltanto l’iniziativa delle Alpi, nel 1994, aveva raccolto i favori del popolo, rimanendo un caso isolato e sorprendente. Ancora l’anno scorso, nemmeno un quinto dei votanti avevano sostenuto l’iniziativa che chiedeva di dimezzare la circolazione stradale in Svizzera.

Secondo i suoi promotori, l’iniziativa avrebbe permesso di salvare, ogni anno, almeno un centinaio di vite umane, tra cui decine di bambini (annualmente si contano circa 200 morti in seguito a incidenti stradali all’interno degli abitati). L’iniziativa avrebbe migliorato inoltre sostanzialmente la qualità di vita nei centri abitati, riducendo rumore e inquinamento. Lanciata dall’Associazione traffico ambiente (ATA), questa proposta è stata sostenuta in parlamento soltanto dai socialisti, dai verdi e da alcuni piccoli partiti.

L’iniziativa non ha incontrato quindi una grande sensibilità da parte del popolo svizzero, che ha preferito sostenere le raccomandazioni della maggioranza del parlamento e del governo. Per il Consiglio federale, il progetto dell’ATA andava nella giusta direzione, ma imponeva strumenti inadeguati e troppo rigidi per raggiungere i suoi scopi. Per l’introduzione di limite generalizzato di 30 km/h sarebbero state necessarie costose misure di accompagnamento, stimate a circa 1,7 miliardi di franchi.

Il capo del Dipartimento federale dei trasporti, Moritz Leuenberger si è dichiarato soddisfatto per l’esito dello scrutinio. A suo giudizio, occorre promuovere una riduzione della velocità negli agglomerati, lasciando comunque piena libertà a Cantoni e Comuni di decidere sui provvedimenti da adottare. Reazioni positive sono giunte anche dal Comitato parlamentare contrario all’iniziativa, secondo il quale il popolo svizzero non vuole soluzioni utopiche in materia di traffico stradale.

Delusione invece nel campo dei promotori. Secondo il rappresentante dell’ATA, Hans Kaspar Schiesser, i fautori dell’iniziativa si attendevano almeno un 10 percento di voti in più. Il consigliere nazionale, Jacques Neirynck, considera invece preoccupante il verdetto popolare. A suo avviso, il diritto alla mobilità stradale ha avuto il sopravvento sul diritto alla vita.

Armando Mombelli

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