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Offensiva informativa su Interreg III

I responsabili svizzeri di Interreg III - programma di cooperazione transfrontaliera e transregionale a livello europeo - vogliono promuovere una migliore informazione. Lo hanno preannunciato martedì a Berna. Aperto anche un sito Internet.

Barbara Rigassi, portavoce del progetto e membro della direzione del Segretariato di stato dell’economia (Seco), nel corso di una conferenza stampa odierna a Berna, ha spiegato che la valutazione di Interreg II – il programma precedente – ha mostrato lacune sulla diffusione delle informazioni. La «piattaforma di comunicazione» allestita per il nuovo progetto, si propone ora di ovviare a questi problemi.

L’iniziativa è promossa dal Seco e dall’Ufficio federale dello sviluppo territoriale (USTE) e gravita attorno al sito Internet www.interreg.ch, che illustra programmi e progetti attualmente in corso.

Un altro elemento dell’offensiva mediatica è una mostra itinerante sulle realizzazioni di Interreg nel Giura bernese. Mario Annoni, consigliere di stato bernese e presidente della comunità di lavoro del Giura e Pierre-Alain Rumley, direttore dell’USTE, hanno sottolineato l’importanza della partecipazione svizzera ai programmi di cooperazione transregionale quale opportunità professionale, ma anche di co decisione, in settori come i trasporti e le comunicazioni.

L’obiettivo dei programmi Interreg è di promuovere uno sviluppo armonioso ed equilibrato del territorio europeo, incrementando le attività di cooperazione regionale transfrontaliera.

Interreg comprende pure cooperazioni transnazionali ed interregionali di regioni senza frontiere comuni. Tra le aree Interreg figura anche quella Italia-Svizzera. La Rigassi ha ricordato che i crediti liberati per Interreg non sono delle sovvenzioni: per ottenere un finanziamento, i partner europei di un determinato progetto devono finanziarlo almeno nella misura del 50 percento.

Per Interreg III l’Unione europea ha stanziato per il periodo 2000-2006 un importo di 4,8 miliardi di euro (circa 7,5 miliardi di franchi) e le Camere federali hanno votato un credito di 39 milioni di franchi.

swissinfo e agenzie

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