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Democrazia diretta in Svizzera

Per Deiss l’adesione all’Ue rimane un obiettivo a lungo termine

Nonostante il rifiuto dell'iniziativa "Sì all'Europa", l'adesione all'Ue rimane un obiettivo anche per gli svizzeri Keystone

Il consigliere federale Joseph Deiss difende la politica adottata dal governo sull'Europa e ribadisce che l'adesione rimane un obiettivo a lungo termine. Intanto un sondaggio rileva che la maggioranza dei cittadini appoggia questa posizione governativa.

Domenica, nel corso della trasmissione della Tv romanda «Droit de Cité» e sulle colonne della «SonntagsZeitung», il ministro degli esteri ha riaffermato l’obiettivo strategico dell’adesione, senza però indicare alcuna data precisa. Sabato, intervenendo alla radio DRS, lo stesso Deiss aveva sottolineato che la stragrande maggioranza dei cittadini, in occasione del voto sull’iniziativa «Sì all’Europa», ha seguito le motivazioni del Consiglio federale.

«Non tutti hanno votato secondo la logica dell’UDC», ha commentato il capo del dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Numerosi cittadini non escludono l’adesione, ma sono scettici; per il momento la Svizzera non è in effetti pronta per avviare negoziati in tal senso, ha aggiunto.

A chi lo rimprovera di non aver preso sul serio il responso popolare, Deiss ha risposto dicendo di non aver sempre trovato il giusto tono e di scusarsene, ma di non prendere alla leggera la volontà popolare.

Ora, il dibattito deve proseguire, ha aggiunto il ministro degli esteri: bisognerà analizzare nel dettaglio e in maniera approfondita vantaggi e inconvenienti di un’adesione, così come la via bilaterale. Joseph Deiss si è detto pronto a fare tutto il possibile affinché non abbia inizio un’era glaciale in materia di politica estera.

Da un sondaggio, pubblicato sabato dal «Blick» e realizzato dall’Istituto Isopublic il 7 e l’8 marzo su un campione rappresentativo di mille aventi diritto di voto, risulta che il 52 percento delle persone intervistate sono a favore di negoziati di adesione fra il 2003 e il 2007.

Il 25 percento degli intervistati ritiene invece che – dopo il risultato negativo del voto – i negoziati debbano essere avviati al più presto fra dieci anni, mentre il 19 percento è del parere che la domanda di adesione debba ora essere ritirata. Il rimanente 4 percento non ha alcuna opinione in materia.


Dall’inchiesta emerge pure che la maggioranza degli svizzeri sostiene l’operato del consigliere federale Joseph Deiss. Per il 64 percento deve rimanere ministro degli esteri, il 13 percento auspica che cambi dipartimento, mentre il 6 percento è del parere che si debba dimettere. Il 17 percento non esprime alcuna opinione.

swissinfo e agenzie

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