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Premiato Bruno Manser

Lo scorso maggio, gli amici di Manser avevano ricordato il primo anno dalla sua scomparsa con una manifestazione a Berna Keystone Archive

L'ecologista basilese Bruno Manser, misteriosamente scomparso nel maggio dell'anno scorso nel Borneo, in territorio malaysiano, è stato insignito del Premio per i diritti umani 2001.

Istituita dalla sezione svizzera della Società internazionale per i diritti umani (IGFM-CH), l’onorificenza è stato consegnata, sabato a Berna, alla madre e ai fratelli di Manser.

Nel corso della cerimonia è stato letto un messaggio della consigliera federale Ruth Dreifuss, che ha lodato l’impegno dall’attivista basilese in prima linea a favore dei diritti umani. La ministra – che nella primavera 1993 aveva incontrato Manser durante lo sciopero della fame di 60 giorni osservato dall’ecologista sulla piazza davanti a Palazzo federale per protestare contro l’importazione di legno tropicale – ha ricordato come l’azione di Manser abbia fatto prendere coscienza dei collegamenti globali.

Noto per le battaglie in difesa delle foreste tropicali e del popolo Penan del Sarawak, con cui aveva vissuto sei anni fra il 1984 ed il 1990, Bruno Manser ha dato l’ultimo segno di vita il 23 maggio 2000. Si tratta di una lettera inviata alla compagna in Svizzera da Sarawak, ma ricevuta in una busta su cui non c’era timbro postale.

Il basilese scriveva allora che stava per penetrare nel territorio dei Penan. Un membro della tribù lo avrebbe visto ancora a fine maggio. Manser gli avrebbe detto di avere l’intenzione di scalare il monte Batu Lawi. Le ricerche condotte sul posto non hanno però dato esito.

Bruno Manser si era attirato le ire dell’industria del legname, come pure delle autorità malaysiane, che lo avevano dichiarato «nemico dello stato» e lo avevano espulso.

swissinfo e agenzie

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