Rientrata la “guerra del rumore” fra Germania e Svizzera
Schiarita nel contenzioso fra Berlino e Berna per il rumore provocato dagli aerei che sorvolando il sud della Germania si dirigono verso l'aeroporto di Zurigo. Il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger e l'omologo tedesco Kurt Bodewig hanno raggiunto lunedì pomeriggio un compromesso. Critiche severe da parte svizzera.
In base all’intesa raggiunta fra i due ministri, i voli sul territorio tedesco dovranno essere ridotti del 35 per cento rispetto alla situazione attuale, non superando quindi i 100.000 movimenti all’anno, ha detto Bodenwig al termine della conferenza stampa svoltasi a Berlino.
Per raggiungere l’obiettivo prefissato sono stati concessi alle autorità elvetiche 41 mesi di periodo transitorio. I punti dell’accordo dovranno ora essere inseriti in un trattato bilaterale, che sarà ratificato in autunno. Quest’ultimo prevede inoltre il divieto di sorvolo notturno del territorio tedesco tra le 22.00 e le 06.00.
Al più tardi nel 2002, con il cambiamento dei piani di volo, dovrà inoltre entrare in vigore un divieto di sorvolo tra le 20.00 e le 09.00 durante i fine settimana e i giorni festivi.
Reazioni per lo più negative in Svizzera
«Discriminante e deludente»: sono le parole di Unique Zurich Airport per descrivere i risultati dell’accordo raggiunto. Sorpresa dalla durezza della posizione tedesca anche Swissair, che teme ricadute pesanti sulla società. Soddisfazione moderata dei comuni tedeschi a ridosso della frontiera.
A risultare particolarmente indigesto, ha detto il portavoce di Unique Zurich Airport Lukas Hässig, è il divieto di voli notturni tra le 20.00 e le 09.00 durante il fine settimana e i giorni festivi considerato «discriminante». Concessioni di questa portata non erano attese, ha aggiunto.
Per quanto attiene al divieto di sorvolo notturno del territorio tedesco tra le 22.00 e le 06.00, ha precisato Hässig, esso non è lontano da quanto voleva fare il governo zurighese. Il tetto massimo di 100 mila sorvoli l’anno sulla Germania è troppo basso. Swissair è preoccupata per le restrizioni imposte per il fine settimana e in particolare per i tempi ristretti per adattarsi alle nuove direttive (2002): aumenteranno i ritardi soprattutto per i voli in partenza e arrivo dalle 06.00 alle 09.00, si legge in una nota. La ricerca di rotte alternative creerà conflitti politici mentre il nuovo accordo diminuirà le capacità dello scalo di Kloten poiché varie procedure di volo non potranno essere applicate.
Abbastanza soddifatti si sono detti invece i responsabili politici del distretto di Waldshut a ridosso con la frontiera svizzera i quali però si aspettavano di più: niente voli notturni durante il fine settimana e un divieto per i giorni lavorativi dalle 21.00 alle 07.00. Il periodo di adattamento per raggiungere i 100 mila voli annuali, 41 mesi, appare troppo lungo anche se la riduzione in sé è soddisfacente.
Il Land del Baden-Württemberg ha preso atto con soddisfazione della limitazione del numero di voli, ciò che rappresenta un miglioramento rispetto alla situazione attuale. In un comunicato Ulrich Müller, ministro dei trasporti della regione tedesca, critica però il lungo periodo transitorio e il fatto che Berlino non sia riuscita ad imporre il divieto assoluto di volo nel fine settimana.
Da parte sua Peter Staub, presidente dell’associazione SBFZ che difende gli interessi degli abitanti di sette comuni limitrofi all’aeroporto di Zurigo, ha detto che il volume di traffico dello scalo non dovrà aumentare. Il risultato degli accordi deve avere conseguenze sulla politica di crescita di Kloten: non si può ampliare l’aeroporto dirottando sulla Svizzera i voli che la Germania meridionale non accetta più.
Uno schiaffo per la Svizzera, una vittoria per la Germania: questo in sintesi il commentato apparso martedì sui maggiori giornali elvetici, il giorno dopo l’accordo tra i due paesi relativamente al problema del rumore causato dal traffico aereo diretto allo scalo di Zurigo/Kloten. Adesso il problema si sposta in Svizzera.
Toccherà alla Svizzera, indica la Neue Zürcher Zeitung, trovare il modo di far posto nel suo esiguo spazio aereo ai velivoli che la Germania non vuole più. Una lezione amara per Berna, afferma la Basler Zeitung. Secondo il giornale renano, Zurigo ha trascurato negli ultimi anni i comuni della vicina Germania non riuscendo ad instaurare con loro un rapporto di buon vicinato. Per vent’anni, ha scritto il «Tages-Anzeiger», sia la Confederazione che il cantone hanno fatto orecchie da mercante alle proteste provenienti dai comuni della Foresta Nera.
«Non ottimali» per il Blick le concessioni fatte dalla Svizzera alla Germania. Per la Thurgauer Zeitung esse hanno però una loro logica: il principio di causalità, scrive infatti il giornale, non può essere semplicemente occultato. La mobilità ha il suo prezzo, aggiunge, e «non è giusto che a pagarlo siano sempre gli altri».
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.