Sabena vuole sopprimere tra 600 e 700 posti di lavoro
La compagnia aerea belga Sabena, controllata nella misura del 49,5 per cento da SAirGroup, intende sopprimere circa 200 impieghi in più di quelli previsti nel suo piano di risparmio "Blue Sky". Una settimana fa, il giorno dopo l'annuncio della ristrutturazione di Sabena, Philippe Bruggisser, presidente della direzione di SAirGroup, aveva rassegnato le dimissioni dalla sua funzione, dopo le aspre critiche ricevute in merito all'onerosa strategia espansiva da lui difesa.
Il Consiglio d’Amministrazione di Sabena si era pronunciato lo scorso 23 gennaio a favore di un proseguimento delle attività, nonostante la compagnia belga fosse in gravi difficoltà finanziarie. In soccorso della compagnia erano accorsi i due azionisti del gruppo, lo stato belga e SAirGroup, i quali hanno garantito un piano di ricapitalizzazione di 750 milioni di franchi in due anni. Un’iniezione di capitale che dovrebbe permettere al vettore di tornare in zona utili.
Il Belgio, azionista al 50.5 percento si è impegnato a versare 100 milioni di euro mentre SAirGroup, che per il momento possiede ancora il 49.5 per cento delle azioni ma che a partire dall’entrata in vigore dei bilaterali porterà la sua quota all’85 per cento, pagherà 150 milioni. Il rimanente sarà ottenuto attraverso il piano di risparmi “Blue Sky” (350 milioni) e con la scorporo di attività di Sabena (150 milioni).
Originariamente “Blue Sky” prevedeva la soppressione di 450-500 posti di lavoro. Mercoledì, il portavoce della compagnia belga, Wilfried Remans, ha però indicato come i posti eliminati saranno da 600 a 700 su un effettivo totale di circa 11’000.
Il piano di ristrutturazione è subordinato alla chiara adesione delle organizzazioni del personale per quanto riguarda «Blue Sky». Risultati delle discussioni tra Sabena e sindacati sono attesi entro l’8 febbraio.
L’accordo per il salvataggio di Sabena, un ulteriore sostegno a favore di alleati deficitari, aveva portato al divorzio tra Philippe Bruggisser e SAirGroup. La strategia di partecipazioni in piccole compagnie europee, che aveva generato soprattutto spese, non era più condivisa all’interno del gruppo con sede a Zurigo-Kloten ed era da tempo criticata dall’esterno.
swissinfo e agenzie
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