Samuel Schmid succede a Adolf Ogi in Consiglio federale
Con 121 voti ricevuti al sesto turno dell'elezione, Samuel Schmid diventa il 105esimo consigliere federale. Il consigliere agli Stati bernese non era il candidato ufficiale dell'UDC, ma ha ottenuto la preferenza della maggioranza del parlamento.
Presentato dalla sezione bernese dell’Unione democratica di centro, ma non dal gruppo parlamentare del partito di Christoph Blocher, Samuel Schmid succede a Adolf Ogi in Consiglio federale. Il consigliere agli Stati bernese ha strappato la maggioranza assoluta al sesto turno dell’elezione, dopo aver condotto la corsa a partire dal secondo scrutinio.
Prima di prestare giuramento, Schmid si è detto onorato per l’incarico ricevuto e ha dichiarato di volersi impegnare per difendere le minoranze, i deboli e gli esclusi. Una promessa che il nuovo consigliere federale ha espresso dapprima in lingua tedesca e ha ribadito in seguito in francese, italiano e romancio.
Per il Consiglio federale, l’elezione di Samuel Schmid dovrebbe costituire una garanzia di continuità. Come il consigliere federale dimissionario Adolf Ogi, Schmid viene considerato infatti un uomo politico moderato e disponibile alla ricerca del consenso. Una qualità apprezzata in particolare dai membri degli altri tre partiti di governo, che hanno preferito non eleggere un rappresentante dell’ala dura dell’UDC.
La volontà espressa dalla maggioranza del parlamento sconfessa quindi le scelte operate dall’UDC, che aveva deciso di presentare le candidature ufficiali della zurighese Rita Fuhrer e del turgoviese Roland Eberle. Due candidati molto affini e vicini alla corrente zurighese del partito, che da anni segue una politica piuttosto intransigente, contraria ad ogni apertura della Svizzera verso l’estero e spesso su posizioni di chiara opposizione nei confronti del governo.
Questa sconfitta, accolta amaramente da alcuni membri dell’UDC, non sembra però destinata a svantaggiare il partito di Blocher e potrebbe addirittura tramutarsi in nuovi successi elettorali. Lo stesso Blocher ha dichiarato a più riprese che, in caso di elezione di un candidato non desiderato, l’UDC avrebbe rafforzato la sua politica di opposizione, pur rimanendo nel governo. Schmid, come dichiarato dal tribuno zurighese, non era il candidato dell’UDC.
Sostenendo in modo massiccio sia Schmid che Siegrist, gli altri partiti rappresentati in Consiglio federale hanno dimostrato di non voler cedere alle pressioni dell’ala blocheriana dell’UDC. In futuro dovranno però fare i conti con un alleato di governo agguerrito e tenace, in grado di raccogliere altri consensi popolari, dopo aver già conquistato il maggior numero di voti nelle elezioni federali del 1999.
Per giungere all’elezione del nuovo consigliere federale sono state necessarie ben 6 votazioni. Al sesto turno, Schmid si è imposto con 121 voti, dopo aver guidato la corsa a partire dalla seconda votazione. Sempre al sesto e ultimo turno, 83 preferenze sono state attribuite a Ulrich Siegrist, la vera e propria sorpresa di questa elezione. Il consigliere nazionale argoviese, considerato a sua volta piuttosto moderato e liberale, aveva infatti rinunciato a presentarsi per la corsa alla successione di Ogi.
Deludente invece la prestazione dei due candidati ufficiali presentati dall’UDC. Rita Fuhrer si è trovata in testa al primo turno, con 54 voti, e ha ottenuto un buon risultato anche nella seconda votazione. Dal terzo scrutinio, che ha dato inizio alla selezione dei candidati, la consigliera di Stato zurighese ha raccolto soltanto una trentina di voti – 29 al sesto turno.
Ancora peggiore il risultato di Roland Eberle, definito da molti osservatori, negli ultimi giorni, come il principale contendente di Schmid per questa elezione. Il consigliere di Stato turgoviese non è andato oltre i 25 voti ottenuti al terzo turno, dimostrando di godere soltanto del sostegno di alcuni parlamentari dell’UDC. Eberle è stato estromesso al quinto turno.
Meglio di Eberle si è piazzata addirittura Cécile Bühlmann, la candidata messa in campo dai Verdi più che altro a titolo di provocazione nei confronti dell’UDC. La consigliere nazionale ecologista ha conquistato ben 53 voti al primo turno ed è stata estromessa soltanto al quarto turno.
Il Canton Berna conserva quindi il suo seggio in Consiglio federale, perso soltanto per una breve parentesi di 8 anni dal 1948. Nel 1980, il grigionese Leon Schlumpf era infatti entrato nel governo al posto del bernese Rudolf Gnägi. L’elezione di Adolf Ogi nel 1988 aveva permesso ai bernesi di riconquistare il loro seggio “storico” in Consiglio federale.
Con la scelta di Schmid, la maggioranza dell’esecutivo è formata nuovamente da giuristi. Oltre al neoeletto consigliere federale, anche Ruth Metzler, Pascal Couchepin e Moritz Leuenberger dispongono infatti di un titolo universitario in giurisprudenza. Ruth Dreifuss e Joseph Deiss sono invece economisti di formazione, mentre Kaspar Villiger ha ottenuto un diploma di ingegnere.
Armando Mombelli
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