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Solo Ginevra contro la nuova perequazione finanziaria

Il grande argentiere della Confederazione Kaspar Villiger (a sinistra) discute con i due ministri Charles Favre (Vaud) e Hans Lauri (Berna, a destra) Keystone

Ospite della riunione annuale della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze, Ginevra è stato l'unico cantone che si è opposto al progetto di riforma della perequazione finanziaria intercantonale. Diciotto cantoni l'hanno approvato, mentre Giura, Zugo e Zurigo si sono astenuti.

«Il nostro rifiuto non è motivato dai 27 milioni supplementari che il cantone sarà costretto a versare. Vorremmo soltanto che la riforma fosse più favorevole ai cantoni meno abbienti», ha spiegato la consigliera di Stato Micheline Calmy-Rey.

Ginevra sarebbe tuttavia l’unico cantone romando a ritrovarsi penalizzato dal progetto di riforma. Il più avvantaggiato è il Vallese, che riceverebbe 180 milioni supplementari. Fra i cantoni ricchi, i più sollecitati sarebbero Zugo e Zurigo, che dovrebbero versare rispettivamente 123 e 363 milioni in più.

Nonostante le reticenze di Ginevra, il capo delle finanze federali Kaspar Villiger ha dichiarato di essere «molto soddisfatto» dall’accoglienza riservata dalla maggioranza dei cantoni alla riforma, dopo una levata di scudi suscitata dal progetto iniziale. In seguito a queste reazioni negative, il progetto è stato completato da un sistema di compensazione per i casi di rigore.

Alcuni particolari della riforma restano ancora da approfondire, come ad esempio la questione delle dotazioni minime dei cantoni finanziariamente deboli, oppure le ripercussioni di un’eventuale fuga di contribuenti verso l’estero.

Il risultato di questi studi complementari è atteso per metà agosto. Il Consiglio federale potrebbe in seguito adottare il messaggio destinato alle Camere federali prima di dicembre.


swissinfo e agenzie

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