SSM contro SRG: mobbing?
Il Sindacato svizzero dei massmedia (SSM) accusa la SRG SSR idée suisse di violare la Legge federale sul lavoro.
Il congresso dell’organizzazione dei salariati ha perciò deciso nel fine settimana a Coira di rivolgersi al Seco per esigere l’applicazione della legge. Contemporaneamente, l’SSM sta vagliando le possibilità di adire a vie legali e di chiedere l’intervento degli ispettorati cantonali del lavoro.
In un comunicato diramato domenica al termine del congresso, l’SSM sottolinea che “non è disposto a tollerare ulteriormente le numerose violazioni della SRG SSR idée suisse e delle sue unità aziendali della Legge federale sul lavoro e delle relative ordinanze”.
I congressisti hanno pure aspramente criticato “il peggioramento della politica del personale in alcune unità” della società radio-televisiva e denunciato il malessere che regna in esse. In questo ambito, gli organi del sindacato sono stati incaricati di censire le “crescenti infrazioni al dovere di fedeltà” e di intervenire presso la direzione generale della SSR.
Il sindacato parla di mobbing, di dipendenti allontanati perché considerati incapaci di seguire gli sviluppi tecnici oppure “spediti” rapidamente all’assicurazione invalidità appena hanno qualche problema di salute.
I delegati hanno d’altra parte accolto positivamente l’esenzione dal pagamento del canone della radio e della televisione dei beneficiari di rendite AVS. Chiedono però al Consiglio federale di compensare in qualche modo i circa 50 milioni all’anno di entroiti che verranno a mancare dal 2002 alla società radiotelevisiva.
In caso contrario ci sarà il pericolo di “un massiccio smantellamento dei programmi e del personale e quindi un indebolimento del servizio pubblico”.
Nel corso dei lavori a Coira, all’unanimità i congressisti hanno pure confermato alla presidenza del sindacato Barbara Büttner.
swissinfo e agenzie
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