Swisscoy in Kosovo: analisi del sangue prima e dopo
A seguito della polemica sull'uranio impoverito presente nelle munizioni sganciate dagli aerei Nato sul Kosovo, il Dipartimento federale della difesa ha adottato nuove misure precauzionali. I militi del nuovo contingente della Swisscoy saranno sottoposti ad analisi del sangue all'inizio e al termine della missione nella provincia serba.
«Si tratta di garantire la loro salute. In questo modo si potranno dissipare tutti i sospetti al loro ritorno dal Kosovo», ha dichiarato Adrian Baumgartner, portavoce del Gruppo promovimento della pace e cooperazione per la sicurezza presso il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS), confermando una notizia pubblicata dal quotidiano «Le Temps».
Secondo Baumgartner, «bisogna migliorare tutte le condizioni di impiego dei soldati svizzeri sul terreno e diminuire i rischi al massimo». In quest’ottica, l’accento sarà posto durante la fase di istruzione del nuovo contingente, sui pericoli insiti nell’uranio impoverito.
La truppa che prenderà il posto dell’attuale contingente in Kosovo sarà istruita il 12 febbraio a Bière (VD) e sarà composta da 150-160 militi. Due volontari hanno deciso di ritirarsi dalla missione, per paura dei presunti effetti dell’uranio impoverito sulla salute. La sostanza era stata sospettata di essere all’origine dei casi di leucemia nei reduci di ritorno dal Kosovo.
Esami del sangue sono intanto già stati eseguiti su 500 volontari svizzeri rientrati dalla provincia serba. Anche se attualmente nulla permette di confermare una possibile contaminazione da uranio, il DDPS ha chiesto esami complementari per alcuni soldati, i cui valori sono stati giudicati al di fuori degli standard sanitari abituali.
swissinfo e agenzie
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