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Democrazia diretta in Svizzera

Tre sì e due no per i Verdi alle prossime votazioni federali

Il Partito ecologista svizzero raccomanda di votare sì alle iniziative sul pensionamento flessibile da 62 anni e a quella per il dimezzamento delle spese militari. No invece all'iniziativa sui costi ospedalieri e per la Legge sul personale federale.

Riuniti sabato in assemblea a Berna, i delegati dei Verdi hanno adottato all’unanimità le raccomandazioni di voto per le quattro iniziative che verranno sottoposte a votazione federale in novembre. L’unico oggetto che ha dato luogo a un dibattito controverso è stato il referendum contro la Legge sul personale federale.

Una minoranza di sostenitori della nuova normativa ha obiettato che rifiutando l’abolizione dello statuto di funzionario si salverebbe semplicemente un «fantasma», poiché già oggi la metà del personale della Confederazione ha un contratto di lavoro retto dal diritto delle obbligazioni. Ma la maggioranza dei candidati non ha condiviso queste considerazioni: con 51 voi contro 14, l’assemblea ha optato per il «no».

Con una maggioranza risicata di 27 voti contro 23 e 7 astensioni, i delegati hanno d’altra parte deciso di non sostenere il referendum contro la revisione della legge militare. L’assemblea non ha dunque seguito la direzione del partito che proponeva di sostenerlo.

Da parte sua, il presidente dei Verdi Ruedi Baumann ha annunciato che il partito intende presentare la candidatura di un’ecologista per l’elezione in Consiglio federale del successore di Adolf Ogi. L’apertura della Svizzera e la realizzazione di progetti sostenibili, come ad esempio la riforma fiscale ecologica, non si possono attuare con l’Unione democratica di centro (UDC), ha argomentato.

Perciò è giunta l’ora della fine della «formula magica», ha proseguito Baumann, secondo il quale «con la sua politica miope e xenofoba e con il suo atteggiamento isolazionista» l’UDC ha dimostrato «di non avere la volontà e la capacità di condurre questo Paese in un futuro promettente».

Visto oltrettuto che le donne in Consiglio federale sono ancora sottorappresentate, per i Verdi entra in discussione solo una candidatura femminile, ha affermato Baumann, senza tuttavia avanzare dei nomi.

swissinfo e agenzie

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