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Triumph lascia la Birmania

Immagini di lavoro infantile in Birmania Keystone Archive

Una campagna di boicottaggio di organizzazioni umanitarie e sindacali induce la multinazionale argoviese a interrompere la produzione di biancheria intima a Myanmar (ex Birmania).

La Triumph cesserà l’attività a Myanmar (ex Birmania). Organizzazioni umanitarie e sindacali avevano lanciato una campagna di boicottaggio contro la multinazionale con sede a Zurzach (AG), accusandola di rendersi complice del regime militare di Rangoon che costringe la popolazione ai lavori forzati e viola sistematicamente i diritti umani.

Lo scorso anno l’Organizzazione internazionale per il lavoro (ILO) aveva chiesto a governi, aziende e sindacati di applicare delle sanzioni contro il regime di Myanmar. Secondo l’ILO, nel Paese vi sarebbe circa un milione di lavoratori forzati.

Difficoltà di pianificazione

Appelli, manifestazioni di protesta e pressioni varie hanno avuto effetto. In un comunicato diramato lunedì, il gruppo tessile argoviese non nasconde infatti che la decisione è stata adottata in seguito ai «dibattiti che la situazione politica in Myanmar ha suscitato in Europa». Le polemiche hanno creato «incertezze a livello della pianificazione che non erano più accettabili per l’azienda», si aggiunge nella nota.

Piano sociale per i dipendenti

Per tentare di evitare il licenziamento del migliaio di dipendenti birmani, la Triumph ha negoziato per mesi con diversi potenziali interessati. Tuttavia nessun acquirente si è manifestato. La multinazionale ha perciò deciso di cessare progressivamente la produzione nel Paese asiatico.

La Triumph indica di aver previsto un piano sociale per il personale attivo a Myanmar nella produzione. Il gruppo argoviese fabbrica biancheria intima a Myanmar dal 1997. Secondo il movimento britannico «Burma Campaign UK», lavoratori coatti hanno partecipato alla costruzione degli stabilimenti. Stando a un documentario mandato in onda nel 1997 dalla televisione britannica BBC, erano stati impiegati anche bambini.

swissinfo e agenzie

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