Un piatto per nutrire bimbi di 14 paesi
Scegliendo il ristorante "giusto" il 16 ottobre in Svizzera si può salvare la vita a molti bambini in tre continenti. Per la Giornata mondiale dell'alimentazione (Gma), 615 esercizi pubblici devolvono parte dell'incasso a programmi di Terre des Hommes (TdH).
Avviata 13 anni fa in alcuni ristoranti della Svizzera tedesca, questa cooperazione fra esercenti e TdH è costantemente cresciuta numericamente e territorialmente. Con l’adesione di gestori e proprietari di ristoranti e bar ticinesi, dall’anno scorso tutte le regioni linguistiche della Confederazione sono coinvolte nell’azione di aiuto ai bambini che nel mondo soffrono di malnutrizione.
I donatori sono reclutati a due livelli, ha spiegato a swissinfo la coordinatrice dell’azione Alexandra Burgdorf. Da una parte, i volontari di TdH ne parlano direttamente agli esercenti di ristoranti e bar che frequentano abitualmente. Dall’altra, l’organizzazione terzomondista contatta le associazioni di categoria regionali, affinché informino i loro membri.
Un’iniziativa che ha fatto strada
Questa sorta di passaparola è una strategia semplice che si è rivelata efficace. Ha consentito un’espansione graduale che non ha comportato grossi costi.
I partecipanti fissano liberamente il contributo: per esempio taluni optano per una determinata percentuale del fatturato di quel giorno, mentre altri versano l’utile conseguito sul piatto del giorno. L’unica condizione stabilita da TdH è un minimo di 200 franchi, precisa la coordinatrice. Questo importo copre ampiamente le spese per il materiale informativo per la clientela fornito da TdH.
La somma raccolta con l’Azione ristoranti è aumentata di anno in anno. Nell’edizione 2007 sono stati raggiunti circa 180mila franchi. TdH prevede che giovedì si stabilirà un nuovo record. Infatti, oltre ai 615 esercizi pubblici, contro i 525 dell’anno scorso, all’iniziativa si sono associate anche una novantina di mense aziendali, indica la Burgdorf.
La fame uccide un bimbo ogni 5 secondi
I fondi versati dagli esercenti vengono utilizzati per i programmi nutrizionali che TdH conduce in Afghanistan, Bangladesh, Benin, Burkina Faso, Colombia, Ecuador, Guinea, Haiti, Mauritania, Nepal, Perù, Senegal, Sri Lanka e Territori Palestinesi. Tutti paesi che si trovano nei tre continenti – Africa, Asia e America latina – nelle cui zone rurali si registrano più dei tre quarti delle vittime della fame.
Paradossalmente si tratta di regioni produttrici di alimenti. Ma gran parte di questi ultimi è destinata all’esportazione. La situazione si è ulteriormente aggravata con i mutamenti climatici e con l’aumento della domanda di agrocarburanti. Terre che prima erano utilizzate per l’agricoltura locale, ora sono sfruttate per monocolture di mais o di soia per produrre carburanti per i paesi industrializzati.
Così, benché la produzione agricola mondiale basterebbe a sfamare tutta la popolazione della Terra, secondo le cifre della FAO – l’agenzia dell’ONU per l’alimentazione e l’agricoltura -, la sottonutrizione colpisce tra i 923 e i 925 milioni di persone. Queste statistiche raccapriccianti rivelano pure che oggi, nel mondo, ogni cinque secondi, un bambino al di sotto dei dieci anni muore di fame.
TdH aggiunge che circa cinque milioni di bambini al di sotto dei 5 anni muoiono ogni anno per malattie infettive che hanno come concausa la malnutrizione. Circa 180 milioni di bambini sono colpiti da malnutrizione cronica, ciò che può compromettere in modo irreversibile lo sviluppo fisico e intellettuale.
Si tratta di dati drammatici, resi ancora più allarmanti dal peggioramento globale riscontrato nell’ultimo decennio. “La mortalità nel primo anno di vita aumenta in maniera costante”, puntualizza TdH, evidenziando come “interventi dal costo contenuto permetterebbero di evitare i due terzi di tali decessi”.
Il piatto e il bicchiere della solidarietà
L’organizzazione sottolinea l’importanza di ogni singolo contributo per aiutarla ad attuare i progetti a favore della salute e dell’alimentazione con due esempi concreti. Basta un franco per occuparsi per un mese delle condizioni di salute di un bambino in Africa. Venti franchi sono sufficienti per curare e salvare un bambino afflitto da grave malnutrizione in Guinea.
Perciò “decidere di andare a mangiare e/o a bere in uno dei ristoranti che prendono parte all’azione del 16 ottobre rappresenta un gesto concreto per combattere la malnutrizione”, rileva TdH.
swissinfo, Sonia Fenazzi
L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) dal 1981 celebra la Giornata mondiale dell’alimentazione (Gma) il 16 ottobre. La data corrisponde a quella della propria fondazione, avvenuta nel 1945.
Lo scopo è di sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale ai problemi della fame e della malnutrizione, affinché agisca per cercare di arginarli.
Ogni anno la FAO sceglie un tema che fa da filo conduttore delle celebrazioni che si svolgono in 150 paesi. L’edizione 2008 è incentrata su: “L’impatto del cambiamento climatico e della bioenergia sulla sicurezza alimentare mondiale”.
Fra le numerose attività che si svolgono in Svizzera per la Gma, l’Azione ristoranti è ormai diventata una tradizione che coinvolge un numero sempre più elevato di esercenti.
I bar e ristoranti che partecipano all’iniziativa, oltre a promuovere l’informazione sul problema della malnutrizione, offrono parte dell’incasso della giornata ai programmi alimentari per i bambini realizzati da TdH.
L’elenco degli esercizi pubblici che prendono parte all’azione è pubblicata sul sito internet di TdH. Essi sono inoltre facilmente riconoscibili perché appendono la locandina con l’immagine di un piatto di minestra in cui sono immersi cinque cucchiai, simbolo di una condivisione fra cinque continenti.
L’Onu nel 2000, fra gli Obiettivi del Millennio, aveva fissato quello di dimezzare entro il 2015 il numero di coloro che soffrono la fame nel mondo.
Il direttore generale della FAO Jacques Diouf ha però denunciato in settembre che nell’ultimo anno il loro numero è aumentato: da circa 850 milioni sono saliti a 925 milioni.
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