Votazioni federali: energia, stranieri e diritti popolari
La popolazione svizzera è chiamata questo fine settimana alle urne per pronunciarsi su una controversa proposta di limitare il numero di stranieri, su un pacchetto di misure relative alla politica energetica e su una modifica del diritto al referendum.
L’argomento che ha suscitato il dibattito più animato ed emotivo è senz’altro quello che riguarda l’introduzione di una quota di stranieri. L’iniziativa, lanciata da esponenti dell’estrema destra, vuole limitare la popolazione straniera al 18 percento di quella svizzera, perché la Svizzera figura tra i paesi d’Europa con il più alto tasso di stranieri. L’iniziativa chiede anche una regolamentazione più severa per i richiedenti l’asilo.
Si tratta di una proposta ritenuta assurda sia dagli ambienti economici che da quasi tutte le forze politiche. Tra i partiti di governo l’iniziativa è sostenuta soltanto dall’Unione democratica di centro che, da tempo, ha trasformato il sentimento di paura dello straniero in uno dei suoi cavalli di battaglia preferiti. Il passo deciso dal partito a livello nazionale è però stato sconfessato da diverse sezioni cantonali.
Gli avversari dell’iniziativa ritengono che l’introduzione di una quota nuocerebbe all’economia, soprattutto in questo periodo di ripresa. In caso di accettazione, l’immagine della Svizzera subirebbe un colpo molto duro all’estero, dove ci potrebbero essere anche misure di ritorsione contro i cittadini svizzeri. Inoltre, questa iniziativa è difficilmente compatibile con il trattato sulla libera circolazione delle persone firmato dalla Svizzera nell’ambito del negoziato bilaterale concluso con l’Unione Europea. Le discussioni hanno sollevato anche il problema della politica di naturalizzazione svizzera, che figura tra le più restrittive in Europa.
Meno emotiva, ma comunque molto combattuta, è stata la campagna sul pacchetto energetico. Bisogna dire che i tre argomenti sottoposti a votazione federale si sono rivelati di una grande complessità. All’epoca del dibattito in parlamento, una solida maggioranza si era costituita in favore della tassa sulle energie non rinnovabili e del controprogetto all’iniziativa solare. Con il passare delle settimane, gli ambienti economici sono però scesi in campo contro tutti e tre gli argomenti perché “si tratta di nuove imposte camuffate”.
Tra i sostenitori di questo pacchetto energetico troviamo socialisti e verdi, ma anche numerosi rappresentanti dei partiti borghesi. Secondo loro, la Svizzera potrebbe compiere oggi il primo passo verso una riforma fiscale in senso ecologico, seguendo la via già percorsa da altri paesi in Europa. Inoltre, l’accettazione dell’iniziativa solare o del suo controprogetto permetterebbe al nostro paese di trovarsi in buona posizione in vista del “prossimo inevitabile sviluppo” di fonti di energia rinnovabile ed ecologica, come l’energia solare o quella di origine eolica.
L’ultimo argomento in votazione riguarda la proposta d’introdurre un referendum propositivo. Dal momento che si tratta di un tema molto tecnico, questa proposta non ha suscitato grandi dibattiti anche se mira a ritoccare uno degli strumenti fondamentali del nostro sistema di democrazia diretta. Secondo i socialisti e i verdi, tra i principali promotori di questa modifica, il referendum propositivo permetterebbe ai cittadini di esprimersi in modo più differenziato su una proposta di legge, mentre attualmente possono solo limitarsi ad un sì o ad un no.
Mariano Masserini
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