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50 anni di aiuto svizzero in Nepal

Il 17 agosto 2009 la Svizzera celebrerà 50 anni di cooperazione allo sviluppo con il Nepal: il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) ha presentato mercoledì i punti centrali della sua azione nel paese.

La Confederazione è stata uno dei primi paesi a impegnarsi in Nepal all’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso. Nel corso degli anni, si legge nel comunicato del Dfae, «essa si è guadagnata la reputazione di partner affidabile, che ha realizzato numerosi progetti utili e durevoli».

Oltre alle sue attività nella produzione casearia e lo sfruttamento delle foreste, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (Dsc) ha lavorato per costruire e rinnovare più di 3’000 ponti, un mezzo di comunicazione essenziale in questa regione montagnosa.

Gli sforzi della Dsc sono principalmente incentrati sulla formazione professionale, il miglioramento dell’infrastruttura nelle campagne e l’utilizzazione sostenibile delle risorse naturali. La cooperazione si focalizza inoltre sul miglioramento dell’accesso ai servizi pubblici negli fasce più sfavorite della popolazione e proseguirà nel suo sostegno al processo di democratizzazione e di pacificazione del paese.

Inoltre, la Svizzera ha recentemente deciso di trasformare il suo consolato generale a Katmandu in ambasciata. L’apertura ufficiale – prevista il 17 agosto prossimo alla presenza di una delegazione svizzera guidata dall’ambasciatore Martin Dahinden, direttore della DDC – «costituirà una tappa importante nello sviluppo delle relazioni tra la Svizzera e il Nepal». L’ambasciatore elvetico in Nepal sarà Thomas Gass.

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