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A Ginevra Iran e Occidente ricominciano a dialogare

I colloqui elvetici tra le potenze occidentali e le autorità iraniane hanno avuto esito positivo: Teheran è disposta collaborare con la comunità internazionale.

«Oggi è solo l’inizio di un processo intenso: abbiamo infatti concordato di intensificare il dialogo», ha commentato l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Unione europea Javier Solana, che ha condotto i colloqui a nome delle sei grandi potenze (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia, Germania). Al suo fianco – per la prima volta – un rappresentante ufficiale degli Stati Uniti, il sottosegretario agli affari politici William Burns.

Le discussioni di giovedì – svoltesi nella villa Le Saugy, a pochi chilometri da Ginevra – sono state caratterizzate da «un’atmosfera cordiale e professionale», stando alla portavoce di Solana, Cristina Gallach.

Solana ha indicato tre aree nelle quali sono attesi progressi a breve termine: la preparazione di un secondo incontro entro la fine di ottobre, focalizzato sulle questioni nucleari; la disponibilità dell’Iran «a cooperare pienamente ed immediatamente con l’Agenzia internazionale dell’energia atomica» in merito al nuovo impianto nucleare di Qom, le cui porte saranno aperte agli esperti dell’AIEA tra due settimane; infine, la questione dell’arricchimento dell’uranio iraniano all’estero.

In merito a quest’ultimo tema, «abbiamo concordato in principio che l’uranio a basso arricchimento prodotto in Iran potrebbe essere trasportato in paesi terzi per un ulteriore arricchimento e la trasformazione in combustibile destinato al reattore di ricerca di Teheran, che produce isotopi per applicazioni mediche», ha riferito Solana.

Dal canto suo, il negoziatore iraniano Saïd Jalili Jalili ha puntualizzato che Teheran «non rinuncerà ai suoi legittimi diritti», chiarendo che «nessuno Stato dovrebbe avere armi nucleari», mentre ogni paese – Iran incluso – «dovrebbe invece avere accesso all’energia nucleare per scopi pacifici».

swissinfo.ch e agenzie

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