Aborto: il governo per la soluzione dei termini
Il Consiglio federale si schiera a favore della "soluzione dei termini" in materia di aborto. Il governo ha deciso di porre il progetto in votazione popolare contemporaneamente all'iniziativa proibizionista "Per madre e bambino". Probabilmente si voterà nel settembre 2002.
Dopo che in passato si era pronunciato per un altro modello di depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza, il governo ha deciso di sostenere il progetto messo a punto, dopo lunghi ed estenuanti dibattiti, dal parlamento durante la sessione delle Camere federali a Lugano. La cosiddetta “soluzione dei termini”, proposta nel lontano 1993 dalla consigliera nazionale socialista Barbara Haering-Binder, prevede una depenalizzazione dell’aborto nelle prime 12 settimane a partire dall’ultimo ciclo mestruale. Una soluzione contro la quale sia le cerchie antiabortiste sia il PPD hanno lanciato il referendum.
L’urgenza di trovare un rimedio al divario tra l’attuale legislazione e la realtà è stato il motivo determinante che ha spinto il Consiglio federale a non insistere nell’opporre il proprio modello di una consultazione obbligatoria, come chiedeva il PPD, a quello scelto dal parlamento, ha detto la ministra Ruth Metzler. Quest’ultima ha però ammesso come tra i colleghi vi siano opinioni divergenti. “Anche se riconosco che personalmente avrei preferito un’altra soluzione non mi sento in conflitto con la mia coscienza”, ha voluto precisare la consigliera federale democristiana.
Pur essendosi schierato a favore della soluzione dei termini il governo non intende condurre una campagna attiva in vista del voto preferendo invece mantenere un basso profilo. Ruth Metzler ha perciò invitato i parlamentari ad impegnarsi in prima persona nella battaglia politica, che si presume accenderà non poco gli animi.
Il Consiglio federale ha inoltre deciso che la soluzione dei termini verrà messa in votazione popolare insieme all’iniziativa popolare denominata “per madre e bambino” che postula un divieto di fatto dell’interruzione di gravidanza.
Dopo il Consiglio degli Stati, al più tardi durante la sessione primaverile dell’anno prossimo, anche il Nazionale dovrebbe respingere l’iniziativa. La votazione potrebbe così avere luogo nel mese di settembre 2002. Il rischio di un doppio sì esiste, ma è molto piccolo, ha osservato Ruth Metzler. Se il popolo dovesse paradossalmente accettare entrambe le proposte sarebbe tuttavia l’iniziativa popolare ad entrare in vigore dato che si tratta di una modifica costituzionale.
Luca Hoderas
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