The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Aborto: la discussione parlamentare rimane difficile

Il prossimo dibattito al Consiglio degli Stati sull'interruzione volontaria della gravidanza rischia d'essere serrato. Con un voto di scarto, la sua commissione ha respinto venerdì il modello del Partito popolare democratico che obbliga la donna a consultare un centro specializzato prima di abortire. Nel plenum, tuttavia, la minoranza tornerà alla carica in marzo.

La maggioranza della commissione degli affari giuridici ritiene che la proposta del PPD sia «umiliante» per la donna, ha spiegato alla stampa il suo presidente, il radicale ticinese Dick Marty. Nelle prime 12 settimane dalle ultime mestruazioni, la donna deve poter abortire senza dover provare che ha consultato un centro specializzato, almeno tre giorni prima dell’intervento. Secondo Marty, dopo aver fallito due volte in Consiglio nazionale e una volta agli Stati, il PPD tornerà sicuramente alla carica.

Inoltre, dovrebbe essere mantenuta un’altra divergenza nei confronti della versione del Nazionale. Con 9 voti contro 4 la commissione ha infatti voluto far figurare nel Codice penale la nozione di «situazione di disagio», pur sfumando i termini impiegati. In quest’ordine d’idee, prima di procedere all’ sull’interruzione volontaria della gravidanza (IVG), la donna dovrebbe «invocare» e non «far valere» una condizione del genere.

Per Dick Marty si tratta di una responsabilità precisa, un messaggio etico che il legislatore rivolge alla donna. Quest’ultima non dovrà dunque provare questa situazione, ma soltanto invocarla. In commissione – ha affermato Marty – la consigliera federale Ruth Metzler ha ribadito la propria opposizione a quest’obbligo d’invocare una situazione di disagio, definendolo un «esercizio alibi».

A titolo personale, Dick Marty ha poi precisato che il Nazionale sull’aspetto del disagio farebbe bene ad allinearsi alla proposta del Consiglio degli Stati. Dopo trent’anni di dibattiti, è impossibile trovare una disposizione perfetta. Occorre ora raggiungere un consenso, ha ancora sottolineato Marty. Seguendo il parere del Nazionale, la commissione degli Stati ha invece stralciato la disposizione secondo cui i cantoni indicano le cliniche dove si può praticare l’IVG. Anche in questo caso la decisione è stata di misura: sette voti contro sei, con il voto preponderante del presidente.

Il termine delle 12 settimane non è invece più stato contestato in commissione. In questo periodo l’aborto sarà depenalizzato. La decisione di praticare un’IVG spetterà soltanto alla donna. Il medico sarà tenuto a informarla su tutti gli aspetti fisici e psichici dell’aborto, nonché sulle possibilità d’adozione. Se non lo farà incorrerà in sanzioni penali.

Una volta concluso l’iter parlamentare, sarà probabilmente il popolo a dire la sua, viste le minacce di referendum. In ogni caso sarà chiamato a pronunciarsi sull’iniziativa popolare «per madre e bambino», depositata nel novembre del 1999, che vuole vietare ogni forma di aborto, a meno che la salute della madre sia gravemente in pericolo.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR