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Adolf Ogi si candida al Comitato internazionale olimpico (CIO)

Adolf Ogi (a destra) ritratto in compagnia del presidente del CIO, lo spagnolo Juan Antonio Samaranch Keystone Archive

L'ex consigliere federale Adolf Ogi vuole entrare nel Comitato internazionale olimpico (CIO). Secondo l'Associazione olimpica svizzera (AOS), che ha proposto la sua candidatura, le probabilità di elezione appaiono buone, sebbene la Svizzera sia già sovrarappresentata nell'organismo internazionale.

Gli svizzeri in questione sono Joseph Blatter, René Fasel, Gian- Franco Kasper e Denis Oswald – presidenti rispettivamente delle federazioni internazionali di calcio (FIFA), disco su ghiaccio, sci (FIS) e canotaggio – nonché Marc Hodler, ex presidente della FIS.

Il numero degli svizzeri è inferiore solo a quelli dei colleghi canadesi e italiani. Secondo gli statuti, un paese non può avere più di due esponenti in seno al CIO. Blatter, Fasel e Kasper sono però presenti d’ufficio nella loro funzione di presidenti di federazioni sportive internazionali. Come rappresentanti veri e propri della Svizzera sono stati eletti Oswald e Hodler, che tra l’altro è uno degli ultimi quattro membri eletto a vita nell’IOC.

Ogi potrebbe però ugualmente essere eletto. Il popolare politico 57enne è infatti presidente onorario della AOS. In questa sua funzione potrebbe rappresentare un comitato nazionale olimpico. A questi organismi il CIO ha riservato 15 posti, ma solo otto sono occupati al momento.

Già nel 1989 Ogi aveva preso in considerazione la possibilità di diventare membro del CIO. Un’analisi della situazione giuridica aveva dimostrato la compatibilità della carica con quella di consigliere federale. La proposta aveva però sollevato critiche, e Ogi aveva fatto marcia indietro.

Nelle interviste pubblicate mercoledì dalla stampa confederata, l’ex consigliere federale aggiunge di aver ricevuto altre proposte per rappresentare la Svizzera all’estero, ma non ha precisato quali. Secondo speculazioni giornalistiche si tratterebbe di una funzione in seno all’ONU.

swissinfo e agenzie

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