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Democrazia diretta in Svizzera

Anche i Verdi voglio estromettere l’UDC dal governo

Per i parlamentari dei Verdi (nella foto, il presidente Ruedi Baumann) l'Udc persegue una politica xenofoba e asociale Keystone

Per questo, il gruppo parlamentare del partito ecologista intende presentare una propria candidatura alla successione di Adolf Ogi. Intanto i parlamentari UDC esprimono dure critiche al piano finanziario 2002-2004.

Malgrado un leggero miglioramento della situazione finanziaria federale, è «irresponsabile» continuare a lasciar aumentare in questo modo la crescita delle spese degli ultimi anni. Il progetto di bilancio 2002-2004 può quindi solo essere respinto – scrive sabato in un comunicato il gruppo UDC.

Criticata dai democentristi anche l’iniziativa «per pigioni corrette» dell’Associazione svizzera inquilini (ASI), considerata «un fondo di magazzino del baule socialista» che indica problemi là dove non ce ne sono.

Il gruppo UDC si dice invece favorevole al controprogetto del Consiglio federale, nell’interesse di un’offerta di abitazioni adeguata al fabbisogno.

Dal canto suo, il gruppo parlamentare dei Verdi insiste nel non voler eleggere un rappresentante dell’UDC alla successione di Adolf Ogi in Consiglio federale, e per questo intende procedere alla presentazione di una propria candidatura.

Per i Verdi, un partito come l’Unione democratica di centro “che difende una politica isolazionista, xenofoba e asociale” non ha nulla a che vedere in governo.

I Verdi si oppongono anche all’eventualità di uno «sfratto» della sessione parlamentare dei giovani da Palazzo Federale, come deciso dalla Commissione della gestione. La sala del Consiglio Nazionale – sottolineano in un cominicato – è un luogo che appartiene al popolo, in cui dovrebbero aver posto anche le sessioni parlamentari di giovani, andicappati, anziani, donne e altri gruppi. Con la sua idea la commissione della gestione frena l’interesse per la politica.

swissinfo e agenzie

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