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Apertura e neutralità: la procedura di consultazione sull’adesione della Svizzera all’Onu

Il fronte del sì l'adesione è un passo necessario e scontato. Nella foto il palazzo dell'Onu a Ginevra Keystone

Dalla procedura di consultazione lanciata in giugno dal Consiglio federale sono emersi due fronti chiaramente contrapposti sull'adesione della Svizzera all'Onu. Fra i partiti di governo solo l'UDC si oppone all'adesione.

Da un lato c’è la destra borghese (UDC, UDF e ASNI) decisamente contraria all’adesione all’ONU perché teme che la neutralità elvetica venga minacciata, dall’altro un ampio ventaglio di sostenitori che vanno dagli altri partiti borghesi nel campo rosso-verde, dai sindacati agli ambienti economici.

La partecipazione alla consultazione è buona: a quattro giorni dalla chiusura, sono già pervenute molte risposte e altre sono attese alla scadenza, ha indicato il Dipartimento federale degli esteri. Le risposte favorevoli sono nettamente più numerose.

Per il Partito popolare democratico (PPD) e il Partito liberale radicale (PLR), l’adesione è talmente scontata che basta una pagina formato A4 per rispondere. Le motivazioni contrarie dell’UDC occupano invece sei pagine. L’Unione democratica di centro è peraltro l’unico partito governativo che esprime timori per la neutralità elvetica. A suo avviso, l’adesione all’Onu obbligherebbe la Svizzera ad applicare le sanzioni decise dall’assemblea generale, contrarie alla propria neutralità. Ad esempio, nel caso della guerra nell’ex Jugoslavia, la Svizzera avrebbe potuto aiutare soltanto le vittime albanesi del Kosovo e non quelle serbe, argomenta l’UDC.

Motivazioni analoghe sono espresse dall’Azione per una Svizzera neutrale e indipendente (ASNI), la cui assemblea generale ha rifiutato all’unanimità, lo scorso maggio, l’adesione all’Onu. L’organizzazione teme che l’immagine della Svizzera sia offuscata dalla politica di potenza e d’interessi del Consiglio di sicurezza. L’Europa ha bisogno di un paese neutrale che si tenga fuori dai conflitti internazionali e dispensi aiuti umanitari senza schierarsi, scrive l’ASNI.

Pure contraria all’adesione, l’Unione democratica federale (UDF) si stupisce dell’insistenza del Consiglio federale, allorché in votazione federale, nel marzo 1986, quasi tre elettori su quattro dissero di «no».

Per evitare un rifiuto dovuto a paure della perdita della neutralità, il Consiglio federale è disposto a pronunciare una dichiarazione di neutralità se il popolo accetta l’adesione e a ripeterla nel primo intervento all’assemblea generale delle Nazioni Unite. Nella risposta alla consultazione, il comitato d’iniziativa per l’adesione all’Onu invita il governo a rinunciare a questa opzione, sottolineando che le Nazioni Unite non agiscono come belligerante, ma come forza d’interposizione nei conflitti. Una dichiarazione simile, rafforzerebbe l’idea di coloro che erroneamente credono che la neutralità elvetica sarebbe messa in discussione, aggiunge il comitato.

Il PPD ricorda di essere già da anni favorevole all’adesione. Aggiunge di essere ora più convinto che mai della necessità dell’adesione, data l’evoluzione della mondializzazione.

Il PLR osserva che già oggi le relazioni fra Onu e Svizzera sono molto intense. Un’adesione consentirebbe alla Svizzera di partecipare a pieno diritto alla ricerca di soluzioni a livello internazionale, nonché a rappresentare e difendere i propri interessi all’assemblea generale. Il PLR aggiunge che la recente approvazione degli accordi bilaterali con l’Unione europea ha dimostrato che la Svizzera è cosciente della propria responsabilità come Stato e che desidera pure assolvere i propri doveri.

Anche il Partito socialista (PS) fa riferimento all’Europa, stabilendo un parallelo fra l’adesione all’Onu e quella all’Ue. La Svizzera non deve solo osservare, deve anche partecipare, afferma il PS.

L’adesione all’Onu permetterebbe alla Svizzera di essere più solidale, scrive la Confederazione dei sindacati cristiano sociali, che vede in tale apertura un interesse per i lavoratori. A suo parere, inoltre, la Svizzera contribuirà meglio al rafforzamento della stabilità mondiale.

swissinfo e agenzie

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