Approvato dal Nazionale il preventivo della Confederazione
Nonostante i crescenti appetiti finanziari, l'equilibrio delle finanze federali è oramai a portata di mano. Con 131 voti contro 17 e 26 astenuti, il Consiglio nazionale ha approvato martedì il preventivo 2001 della Confederazione che chiude in deficit.
Dopo oltre 9 ore di dibattito, i deputati hanno sfornato un progetto che prevede un deficit di 36 milioni di franchi, contro i 58 del progetto governativo. Entrate e uscite si attestano sui 49 miliardi.
La Camera del popolo non è però riuscita a rispettare le consegne della propria commissione delle finanze che prevedeva addirittura un utile di 72 milioni. Gli appelli di Kaspar Villiger a dar prova di parsimonia sono stati ascoltati solo con un orecchio. Con 93 voti contro 77, il Nazionale ha così concesso 60 milioni supplementari al Fondo nazionale. Questi mezzi sono stati sostenuti da una coalizione composita, preoccupata della costante riduzione dei mezzi devoluti alla ricerca scientifica.
Con 108 voti contro 73, i deputati si sono pure mostrati più generosi in materia di strade. La manutenzione delle autostrade e delle gallerie costerà 30 milioni di franchi in più, per complessivi 437,5 milioni. Buone notizie anche per l’Ufficio federale di statistica, che non dovrà procedere al risparmio di un milione.
Infine, con 96 voti contro 75, il Nazionale ha aumentato di 17,5 milioni l’aiuto alimentare e per le azioni umanitarie. Non ha comunque voluto andare più lontano: è stata respinta una proposta per un aiuto supplementare, difesa da una minoranza guidata dal verde ginevrino Patrice Mugny.
Dopo la bocciatura popolare delle tasse energetiche, in settembre, la maggioranza non ha concesso 35 milioni alle energie rinnovabili. Ha tuttavia concesso 5 milioni all’incoraggiamento di queste energie, nonostante l’opposizione di una parte della destra.
Tutte le altre proposte di correzione sono naufragate. Il finanziamento di studi per un nuovo test di depistaggio della malattia di Kreuzfeld-Jakob (50.000franchi) e per vaccini contro l’influenza (120.000 franchi) è stato accantonato, contro la volontà di Kaspar Villiger e dello schieramento rosso-verde.
La maggioranza borghese non ha nemmeno voluto raddoppiare a 20 milioni i mezzi destinati ad incoraggiare l’integrazione degli stranieri. Si è anche allineata sulle posizioni della commissione, riducendo di 90 milioni di franchi le spese d’assistenza per i richedenti l’asilo.
L’UDC non ha avuto successo con le sue proposte di tagli finanziari. È fallito il suo tentativo inteso a silurare la presenza delle truppe della Swisscoy nel Kosovo, riducendo i crediti per la promozione della pace. La Camera del popolo non ha nemmeno voluto sopprimere 1,2 milioni di franchi per una campagna d’informazione in vista del voto sull’adesione della Svizzera all’ONU. Niente da fare nemmeno per il tentativo di tagliare i crediti per l’incoraggiamento del cinema, come chiesto da una minoranza condotta dall’UDC zurighese Bruno Zuppiger.
Il Consiglio nazionale ha pure preso atto, con 114 voti contro 31 e 20 astenuti, del piano finanziario 2002-2004. Calcola maggiori entrate tra 200 milioni e 1,3 miliardi di franchi. Tuttavia, Kaspar Villiger ha annunciato che senza uno sforzo di risparmio, nel preventivo 2004 si ritornerà alle cifre rosse, con un deficit di oltre un miliardo, al posto dell’utile previsto.
Il ministro delle finanze si è detto preoccupato del rischio di ripiombare nelle cifre rosse, nonostante la crescita economica. Di conseguenza – ha aggiunto – il governo non trasmetterà quest’anno al parlamento i messaggi sulla riforma dell’imposizione delle famiglie e della proprietà dell’alloggio, sebbene siano pronti.
Prima di affrontare questi sgravi fiscali di 1 miliardo di franchi, secondo Villiger il parlamento dovrà esaminare una nuova analisi sulle prospettive finanziarie dello Stato. Ciononostante, il ministro delle finanze non si è detto disposto ad accettare che gli si imponga un netto calo delle spese, definito irrealistico. Non tenendo conto di questo punto di vista, la maggioranza ha trasmesso, con 78 voti contro 67, una mozione della sua commissione che chiede una «sensibile» riduzione della quota-parte della spesa pubblica nel preventivo 2002 e nel piano finanziario 2003-2005. Il Consiglio degli Stati se ne occuperà la prossima settimana.
swissinfo e agenzie
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