Aree urbane più propense di quelle rurali al versamento di tasse ecologiche
Nella votazione federale del 24 settembre, le aree urbane hanno accolto più positivamente di quelle rurali le cosiddette ecotasse. L'iniziativa antistranieri ha invece diviso soprattutto la Romandia dalla Svizzera tedesca e dal Ticino.
L’Ufficio federale di statistica (UST), in un’analisi pubblicata martedì, ricorda che i cittadini hanno approvato l’Iniziativa solare con il 34 percento dei voti. Quasi il 48 percento ha approvato la tassa d’incentivazione per le energie rinnovabili e quella sull’energia per l’ambiente. Quest’ultimi due oggetti hanno addirittura ottenuto la maggioranza nei grossi centri.
Diversa è invece la situazione nei comuni rurali, nei quali la tassa d’incentivazione per le energie rinnovabili è stata approvata soltanto dal 38 percento dei votanti e quella d’incentivazione sull’energia soltanto dal 37 percento. La sconfitta più marcata è stata incassata dall’Iniziativa solare, che nei comuni agrari ha ottenuto soltanto il 24 percento di sì.
Il tasso di approvazione dei tre oggetti sull’energia è risultato lievemente più elevato nella Svizzera tedesca che nella Svizzera romanda e in quella italiana. Secondo l’UST non si può tuttavia parlare di vero e proprio fossato tra le regioni linguistiche.
Le maggiori differenze regionali sono emerse nel caso della tassa di incentivazione sull’energia per l’ambiente: l’oggetto ha infatti raccolto il 46 percento dei consensi nella Svizzera tedesca, il 43 percento nella Svizzera italiana e soltanto il 37 percento nella Svizzera romanda. La domanda sussidiaria, una novità nella storia delle votazioni in Svizzera, è stata lasciata in bianco da quasi un quinto dei votanti.
A livello geografico, i risultati relativi ai tre oggetti energetici presentano poche analogie con gli esiti di precedenti votazioni di politica energetica, come le iniziative sull’energia atomica del 1984 e del 1990.
Il profilo di voto presenta invece forti similitudini con precedenti votazioni di carattere finanziario, come la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP), l’aumento dei dazi sul carburante o l’introduzione dell’imposta sul valore aggiunto. Questo comportamento – rileva l’UST – potrebbe stare a indicare che negli oggetti energetici i votanti hanno visto soprattutto una nuova imposizione fiscale.
Nel caso dell’iniziativa per una regolamentazione dell’immigrazione (iniziativa del 18 percento), la spaccatura si è invece creata lungo i confini linguistici, analogamente a quanto avvenuto in occasione di precedenti temi di politica degli stranieri. La differenza tra la Svizzera romanda (25 percento di sì), da un lato, e la Svizzera tedesca (39 percento) e quella italiana (40 percento), dall’altro, è di quasi 15 punti.
Città e campagna hanno praticamente votato allo stesso modo con rispettivamente il 35 percento e il 39 percento dei consensi. Un quadro analogo è emerso anche in occasione delle iniziative per la limitazione degli stranieri degli anni Settanta. Non sono invece emerse particolari differenze tra le regioni linguistiche nell’iniziativa per il referendum propositivo. Soltanto nella Svizzera italiana – osserva ancora l’UST – il tasso di approvazione è risultato nettamente più elevato.
swissinfo e agenzie
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