Assicurazione malattia: il parlamento diviso sul sistema dei premi
Al Consiglio Nazionale, scontro fra destra e sinistra sull'iniziativa popolare che chiede un diverso finanziamento per gli assicurati e più pianificazione a livello nazionale. Frattanto il parlamento ha respinto l'iniziativa sui medicamenti.
Il sistema sanitario è stato al centro di un lungo dibattito oggi al Nazionale, un dibattito che ha spaccato l’emiciclo in modo piuttosto netto tra destra e sinistra. Dopo quella sui costi ospedalieri, bocciata dal popolo lo scorso novembre, i deputati si sono chinati su un’altra iniziativa popolare, che propone un profondo cambiamento della sanità pubblica.
Lanciata dal partito socialista, l’iniziativa per “la salute a prezzi abbordabili” si prefigge due obiettivi principali: da una parte sostituire l’attuale sistema dei premi pro capite con un finanziamento alimentato sia da premi in funzione del reddito e del patrimonio, sia dall’IVA; e dall’altra, attribuire più competenze alla Confederazione, in modo che possa adottare misure per contenere l’evoluzione dei costi.
Pur riconoscendo che nel settore sanitario vi sono dei problemi che devono ancora trovare una soluzione, la commissione propone, seguendo l’indicazione del Consiglio federale, di respingere l’iniziativa senza formulare alcuna alternativa. La proposta socialista rappresenterebbe un cambiamento radicale e brusco del sistema e accentuerebbe la centralizzazione.
La politica delle modifiche parziali, adottata attraverso le revisioni della legge sull’assicurazione malattia, offrirebbe invece sufficienti possibilità di correggere il tiro. Ma per il capogruppo socialista Franco Cavalli se non si vuole rischiare l’implosione dell’intero sistema, occorre riformarlo. I premi pro capite, un unicum a livello europeo, sono asociali e pesano sempre più sui bilanci delle famiglie.
L’iniziativa permetterebbe invece il più sensibile sgravio fiscale per le famiglie a redditi medi e bassi mai concesso, ha sottolineato il medico ticinese. Secondo Cavalli, esperto del PS in materia di sanità, “in questo settore il mercato non funziona e solo dove è stato introdotto un controllo dello Stato si è riusciti a contenere i costi”.
Dal fronte dei contrari all’iniziativa, formato dallo schieramento borghese, gli ha replicato dapprima Felix Gutzwiller, specialista di questo dossier per il partito liberale-radicale, secondo cui la proposta socialista porterebbe il sistema in una direzione sbagliata. Completamente estranea all’ordinamento attuale, l’iniziativa ridurrebbe la responsabilità individuale, sarebbe di difficile applicazione e provocherebbe una statalizzazione della sanità.
Anche per l’UDC, la proposta curerebbe soltanto i sintomi, ma non affronterebbe le cause dell’esplosione dei costi. Duro anche l’apprezzamento del portavoce PPD: “Da una parte si promettono premi più bassi, ma dall’altra si aumentano le tasse innalzando il tasso IVA”.
Ma dai banchi democristiani è arrivata anche una proposta di compromesso. Il ticinese Meinrado Robbiani ha proposto di rinviare l’iniziativa in commissione, per elaborare un controprogetto indiretto che completi ulteriormente le attuali revisioni di legge. “L’iniziativa merita di diventare un’occasione per cercare soluzioni ai grossi problemi attuali. Non si può rimanere passivi”.
Frattanto il parlamento ha respinto, senza controprogetto, l’iniziativa popolare intesa a riservare la distribuzione di medicamenti ai soli professionisti della salute. Come gli Stati, anche il Consiglio nazionale, con 103 voti contro 42, ha respinto questo testo dei farmacisti e droghieri, che potrebbero ritirarlo.
Luca Hoderas
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.