Attacco all’Afghanistan: il secondo giorno
Gli Stati Uniti e Gran Bretagna hanno proseguito martedì l'offensiva contro bersagli sul territorio afghano. Nei bombardamenti sono state colpite le città di Kabul, Kandahar, Herat, Jalalabad, Kunduz e Mazar-i-Sharif. Dopo la prima fase dell'azione militare ci sarà una pausa. L'Onu ha chiesto che i civili afghani vengano risparmiati dai raid, dopo che un missile americano ha centrato l'agenzia Onu per lo sminamento a Kabul, uccidendo quattro persone. Negli Stati Uniti e in Europa non si abbassa l'allarme terrorismo.
L’aeroporto e i ripetitori televisivi sono stati i principali obiettivi colpiti nella seconda notte di bombardamenti a Kabul. Sono state almeno quattro ondate di bombardamenti lanciate sulla capitale afghana dagli aerei americani, con il cielo notturno illuminato da sinistri bagliori.
«Le esplosioni sono state molto più forti della scorsa notte», ha detto un testimone. La contraerea afghana ha aperto un violento fuoco di sbarramento, martedì mattina, a Kandahar, la città dell’Afghanistan meridionale dove ha la sua sede il mullah Omar, capo spirituale dei Taleban. Un missile Cruise ha colpito e in parte danneggiato l’abitazione di Mohammad Omar; fonti ufficiali hanno reso noto che il mullah è riuscito a fuggire illeso.
Martedì l’agenzia di stampa afghana Aip ha annunciato che i taleban hanno catturato il giornalista Michel Peyrard. L’uomo, fermato nella provincia di Nangahar, sarebbe stato trasferito nella città di Jalalabad. Altre due persone -sempre per Aip – sono state arrestate ma la loro nazionalità non è stata resa nota.
Dopo la prima fase in corso dell’azione militare contro “al Qaida” e i taleban, ci sarà una pausa. Lo indicano fonti della Casa Bianca. Fonti militari avevano in precedenza lasciato intendere che questa fase potrebbe durare ancora qualche giorno, forse cinque in tutto.
Le fonti della Casa Bianca escludono, per il dopo, l’ipotesi di una “invasione” dell’Afghanistan con truppe di terra, ma non quella di operazioni al suolo una volta indebolite le difese afghane.
USA e Gran Bretagna soddisfatti
I primi raid aerei e missilistici anglo-americani in Afghanistan hanno colpito trenta obiettivi, tutti militari. L’obiettivo degli attacchi militari sarebbero stati esclusivamente i Taleban e Osama Bin Laden e non la popolazione civile.
Il Pentagono sostiene che le ondate di raid della notte tra domenica e lunedì hanno consentito «progressi verso l’eliminazione delle difese aeree afghane», e hanno avuto «un impatto sugli aeroporti militari». Ma nella nota si ammette che mancano elementi per dire se tutti i centri di comando e controllo siano stati annientati.
Anche la Francia potrebbe partecipare alle operazioni militari con “forze aeree e altre unità di intervento”. Lo ha detto martedì il primo ministro Lionel Jospin parlando all’Assemblea Nazionale. Jospin ha reso noto che una delegazione militare francese è partita per gli Stati Uniti per definire le forme di partecipazione allo sforzo bellico.
La situazione umanitaria
La situazione umanitaria si è intanto drasticamente deteriorata dall’avvio dei bombardamenti anglo-americani. Rudolf Hager, direttore dell’ufficio di coordinamento dell’aiuto umanitario svizzero nella città pachistana di Islamabad, parla di catastrofe umanitaria inevitabile. “Da sei a sette milioni di persone rischiano di morire di fame.”
Gli attacchi militari impediscono attualmente di convogliare aiuti umanitari nelle regioni colpite e questo si ripercuoterà molto negativamente in vista dell’inverno. Tra poco più di un mese comincerà a nevicare ed allora i trasporti diventeranno impossibili a destinazione di numerose regioni periferiche. “Dovremmo invece potere far pervenire ora questi aiuti”, ha detto Hager a swissinfo.
I pacchi sono stati lanciati nell’area centrale dell’altipiano afghano, in cui vive in particolare il gruppo etnico Hazara, una popolazione povera, che risiede in una valle inaccessibile, circondata dalle montagne.
I pacchi, lanciati da alta quota senza paracadute, sono avvolti in una plastica gialla e sono dotati di una specie di ali di plastica che li fanno volteggiare durante la caduta e poi atterrare. All’interno dei pacchi è contenuto un messaggio: «Questo cibo è donato alla popolazione dagli Stati Uniti d’America».
Per il responsabile svizzero, paracadutare aiuti come intendono fare gli americani non servirà a granché. Tanto più che i sacchi lanciati dagli aerei rischiano di uccidere o ferire gente o di cadere in terreni minati. “Si tratta di pura propaganda” sottolinea Hager.
swissinfo e agenzie
Il presidente iraniano chiede la fine dagli attacchi
Il presidente iraniano Mohammad Khatami ha chiesto oggi «la fine immediata delle operazioni militari» alleate sull’Afghanistan. Ma allo stesso tempo ha ribadito il sostegno al governo afghano di Burhanuddin Rabbani, che fa parte dell’Alleanza del Nord, e l’esigenza di favorire un cambio di regime a Kabul.
Non è giusto – ha detto Khatami, citato da Radio Teheran – che con il pretesto di combattere il terrorismo, migliaia di persone innocenti e indifese diventino vittime di aggressione e oppressione». Ma il presidente ha anche ribadito la sua condanna degli attentati di Washington e New York, definendoli «orrendi atti terroristici».
Per quanto riguarda il governo in esilio di Burhanuddin Rabbani, Khatami ha detto che tutti i Paesi del mondo dovrebbero cooperare con esso, in quanto «può aprire la strada per creare le condizioni adatte a elezioni» a Kabul.
Timori di attacco batteriologico negli USA
«Allerta terrorismo» dopo che in Florida s’è manifestato il secondo caso sospetto di carbonchio polmonare, un tipo particolarmente raro (l’ultimo caso simile negli Usa, fino a pochi giorni or sono, risaliva al 1976).
L’Fbi sta dando la caccia a uno stagista mediorientale che aveva lavorato l’estate scorsa nella stessa sede di un’impresa giornalistica della Florida in cui lavorava il fotografo di 63 anni morto venerdì scorso per un fulminante caso di carbonchio.
Lunedì si è scoperto che un altro dipendente dell’American Media Inc. ha tracce del batterio del carbonchio nella mucosa nasale. Si tratta di un fattorino d’origine cubana che consegnava la posta ai dipendenti dell’azienda.
Secondo il sito online della rivista ‘Newsweek’, gli impiegati dell’American Media si ricordavano una lettera sospetta, maneggiata da entrambi gli uomini infettati, che conteneva una sostanza«polverosa».
Lo stagista mediorientale ricercato avrebbe inviato un messaggio per e mail ai dipendenti prima di andare via alla fine dell’estate in cui faceva un riferimento inquietante a «qualcosa che aveva lasciato in sede». Secondo Michael Isikoff, giornalista investigativo di ‘Newsweek’, nel messaggio si parla anche a «una sorpresa» che stava per avvenire.
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