The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Aumento del traffico e più inquinamento per le zone di frontiera

Saranno queste, per il Consiglio federale, le conseguenze dell'entrata in vigore degli accordi bilaterali con l'Ue, che hanno come obiettivo prioritario l'apertura dei mercati e il miglioramento della competitività della nostra economia.

In vista dell’entrata in vigore dei trattati bilaterali, il Consiglio federale ha pubblicato un rapporto intermedio, redatto su sollecitazione di due atti parlamentari, uno dell’ex consigliere nazionale ticinese Remigio Ratti (PPD) e l’altro del senatore Hans Hoffmann (UDC/ZH). Il rapporto completo sarà pronto per la metà del 2002 e il Governo promette una «speciale attenzione» all’area di frontiera ticinese.

Ripercussioni particolari nelle zone di confine, si afferma nel Rapporto, sono da attendersi in relazione agli accordi sulla libera circolazione delle persone e sui trasporti terrestri, ma per il momento non è possibile alcuna anticipazione in quanto gli accordi con l’UE non sono ancora in vigore e non lo saranno completamente neppure nel 2002, allorquando Berna presenterà l’atteso Rapporto principale.

Ci vorrà una dozzina d’anni per attuare pienamente l’accordo sulla libera circolazione delle persone, ma fin d’ora il Governo, sulla base degli studi che ha fatto eseguire, afferma che non si assisterà ad un massiccio aumento dell’immigrazione.

Nel reclutamento di manodopera straniera, le imprese dei cantoni di frontiera godranno di facilitazioni e potranno puntare l’attenzione su personale qualificato e su specialisti. Ma il Ticino potrebbe fare eccezione, si legge nel Rapporto: qui gli indigeni «svolgono in linea di massima i lavori più qualificati, mentre i frontialieri quelli meno qualificati». In tale contesto bisogna tener conto che «le differenze salariali al confine italo-svizzero sono decisamente maggiori rispetto ad altri confini».

Secondo Berna, occorrerà tener d’occhio gli effetti della liberalizzazione derivanti dalla mobilità e dal ricongiungimento familiare. È comunque probabile che il movimento dei frontalieri «sarà all’origine di un ulteriore incremento del traffico» e un maggiore impatto sull’ambiente.

Ma il reciproco riconoscimento dei diplomi professionali incentiverà la mobilità e ciò dovrebbe tradursi – sempre nelle zone di frontiera – in sicuri vantaggi per i giovani svizzeri, che saranno facilitati nei loro soggiorni all’estero. Questo è di «grande importanza per la nostra economia altamente internazionalizzata», rileva il Rapporto del Consiglio federale.

swissinfo e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR