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Bocciata dal Nazionale l’idea di tassare l’energia per garantire le pensioni

Dopo aver discusso, anche nelle pause, l'iniziativa "Per garantire l'AVS", i consiglieri nazionali hanno deciso di respingerla Keystone

Il Consiglio nazionale sostiene l'idea di una riforma fiscale ecologica, ma ritiene politicamente inopportuno tornare alla carica su questo tema a così poca distanza dalla bocciatura popolare, il 24 settembre scorso, delle tasse energetiche. Dopo oltre quattro ore di dibattiti, con 120 voti contro 65, la Camera del popolo ha dunque respinto martedì l'iniziativa popolare dei Verdi «per garantire l'AVS - tassare l'energia e non il lavoro».

Nella votazione per appello nominale, dei deputati ticinesi solo i socialisti Franco Cavalli e Fabio Pedrina si sono pronunciati per l’iniziativa. Tutti gli altri l’hanno respinta. In votazione finale, il decreto federale, che propone di respingere l’iniziativa, è stato accolto con 119 voti contro 50.

Lo schieramento borghese ha combattuto l’iniziativa con due argomenti di fondo. Riproporre una nuova versione di una riforma ecologica è una «testardaggine», un nuovo colpo andato a vuoto su un bersaglio finora mai centrato, ha osservato il deputato radicale democratico zurighese Hajo Leutenegger. Gli iniziativisti devono assolutamente trarre i debiti insegnamenti dall’ultima votazione su questi temi.

Per quanto riguarda i contenuti – hanno rilevato gli oppositori- l’iniziativa è un «desiderio campato in aria». Le sue promesse, ossia la soluzione dei problemi delle istituzioni sociali e della politica finanziaria e fiscale, dell’energia e della politica ecologica e, persino, del mercato del lavoro, non hanno nulla a che vedere con la realtà, ha sottolineato il radicale democratico bernese Pierre Triponez. Un ritiro dell’iniziativa sarebbe molto più assennato. Non prendere in considerazione quest’opportunità, hanno ancora sostenuto gli oppositori, significa non tener conto della volontà popolare.

Lo schieramento rosso-verde ha contestato gli oppositori. «Si sa per esperienza che le buone idee non attecchiscono al primo tentativo», ha affermato la consigliera nazionale bernese dei Verdi Franziska Teuscher. La riforma finanziaria ecologica deve far parte di una politica finanziaria sostenibile.

Le spaventose notizie provenienti dal fronte ecologico mondiale (inondazioni, valanghe, tempesta Lothhar, ecc.), ha affermato la socialista bernese Ursula Wyss, – non ci permettono di attendere ulteriormente. Sarebbe irresponsabile. Per la socialista di Basilea Città Anita Fetz non bastano le belle parole. Tutti i partiti borghesi sono favorevoli ad una fiscalità più ecologica, ma quando si tratta di passare dalle parole ai fatti, ha aggiunto, non ne hanno il coraggio.

Secondo il deputato radicale democratico argoviese Ulrich Fischer (relatore della commissione), l’iniziativa dei Verdi comporta diversi grossi difetti. A suo modo di vedere, il testo aumenterebbe l’onere fiscale delle aziende e penalizzerebbe i produttori di energia idroelettrica, già in difficoltà a causa della prevista liberalizzazione della corrente.

«Sentendo i fautori dell’iniziativa -ha poi aggiunto l’altro relatore della commissione, il radicale democratico ginevrino John Dupraz- sembra che in Svizzera tutto vada male: siamo i più inquinati del mondo e, a causa dell’inquinamento, i cittadini muoiono come le mosche. Suvvia -ha sottolineato Dupraz- non si può argomentare in questo modo. Non è serio!». Dopo tutto, ha ricordato, il nostro Paese è stato il primo ad introdurre il catalizzatore, abbiamo una legge sul CO2 ed abbiamo introdotto, prima degli altri, l’ecologica Tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni (TTPCP).

Dal canto suo, il ministro delle finanze Kaspar Villiger ha detto che il Consiglio federale, alla luce dei risultati della votazione popolare del 24 settembre, non presenterà nuovi progetti in questa legislatura, ossia prima del 2003. Mantiene tuttavia l’obiettivo di giungere ad un sistema fiscale più ecologico.

Circa poi il problema del finanziamento dell’AVS nell’ambito dell’invecchiamento della popolazione, il dibattito è lungi dall’essere concluso. Molte le opzioni aperte: dall’aumento dell’IVA, all’utilizzazione delle riserve d’oro della Banca nazionale, all’introduzione dell’imposta federale sulle successioni. Potrebbe anche entrare in considerazione la fiscalità ecologica. Tuttavia, come ha fatto capire Villiger, il governo non è intenzionato ad accordarle la precedenza.

swissinfo e agenzie

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