Calmy-Rey, messaggera tra le due Coree
La numero uno della diplomazia elvetica ha trasmesso tre messaggi delle autorità di Pyongyang al presidente sudcoreano.
Micheline Calmy-Rey ha inoltre proposto la mediazione svizzera nella crisi nucleare che acuisce le tensioni sulla penisola.
In un incontro con il presidente sudcoreano Roh Moo Hyun, al termine della sua visita a Seul, la responsabile del dipartimento svizzero degli esteri ha ribadito la disponibilità della Confederazione ad assumere un ruolo di mediatore per favorire una soluzione pacifica.
Il presidente Roh «ha preso atto con soddisfazione del ruolo di messaggero svolto dalla Svizzera», ha dichiarato Calmy-Rey nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella residenza dell’ambasciatore elvetico a Seul.
“Il suo passaggio attraverso la linea di demarcazione a Panmunjon rappresenta un segnale significativo verso la pace” ha dichiarato il capo dello Stato sudcoreano, rendendo omaggio alla ministra elvetica degli esteri che, pochi giorni fa, aveva attraversato a piedi la frontiera tra i due paesi.
Secondo Micheline Calmy-Rey, la prima rappresentante di un governo straniero a compiere questo passo simbolico, la disponibilità manifestata in quest’ambito dalle autorità di Pyongyang costituisce già di per sé un segno positivo.
Confederazione coreana?
La Corea del Nord si prefigge l’obiettivo politico di «creare una confederazione» con quella del Sud, ha inoltre comunicato Micheline Calmy-Rey al presidente sudcoreano.
Secondo Urs Ziswiler, consigliere diplomatico della ministra degli esteri, i nordcoreani hanno espresso l’auspicio che specialisti svizzeri di federalismo si rechino a Pyongyang. Per il momento non è però ancora stata fissata alcuna data precisa. L’idea di una Confederazione fra il nord e il sud non è totalmente nuova: era già stata discussa nel vertice intercoreano del 2000.
Micheline Calmy-Rey ha ribadito che la Svizzera è pronta ad offrire i suoi buoni uffici per risolvere i problemi della penisola. Berna è disposta a trasmetter messaggi, a facilitare contatti fra personalità delle due parti nel quadro di incontri internazionali, a mettere a disposizione esperti, ma anche a risovere questioni più semplici.
Dialogo con gli Stati uniti
Il governo nordcoreano, tramite la mediazione della delegazione svizzera, ha inoltre annunciato di voler tornare a discutere con gli Stati Uniti. Ora la palla «è nel campo degli USA», hanno affermato le autorità nordcoreane, stando a quanto riferito dalla Calmy-Rey.
I rapporti con Washington si sono nuovamente degradati in questi ultimi mesi a causa della ripresa del programma nucleare da parte di Pyongyang.
Il vertice tenuto a fine aprile a Pechino fra Stati Uniti, Corea del nord e Cina non ha permesso di sbloccare la situazione. Secondo Washington, i dirigenti nordcoreani hanno ammesso di possedere armi nucleari, ma si sono detti disposti a rinunciarvi in cambio di un patto di non aggressione con gli USA.
Un’offerta che la Casa Bianca e le autorità di Seul giudicano però con scetticismo, esigendo garanzie precise. Secondo la stampa sudocoreana vogliono una dichiarazione pubblica in cui la Corea del Nord annunci esplicitamente l’abbandono del suo programma nucleare.
Rapporti bilaterali
A livello bilaterale la visita ha permesso di sottolineare la buona intesa fra la Svizzera e la Corea del sud: fra i due paesi corrono relazioni commerciali per 1,6 miliardi di franchi annui.
Il soggiorno sudcoreano si è poi concluso con una nota culturale: l’inaugurazione delle 50 panchine disegnate da artisti elvetici e sudcoreani che andranno ad ornare i due parchi più frequentati della capitale, una città di 23 milioni di persone.
Venerdì Micheline Calmy-Rey è a Pechino, ultima tappa del suo viaggio asiatico.
swissinfo e agenzie
Da 50 anni, la Svizzera svolge funzioni di monitoraggio sulla linea di demarcazione tra le due Coree.
1,6 milioni di franchi, la somma della bilancia commerciale annuale tra la Svizzera e la Corea del Sud.
5 milioni di franchi all’anno, l’importo dei programmi di sviluppo svizzeri in Corea del nord.
Micheline Calmy-Rey compie un viaggio di 10 giorni in Asia.
Dopo aver visitato Pyongyang, la ministra svizzera degli esteri ha attraversato a piedi la linea di demarcazione che divide le due Coree.
È la prima volta che un rappresentante di un governo straniero è autorizzato a compiere un simile gesto simbolico.
In visita a Seul, Micheline Calmy-Rey ha trasmesso tre messaggi delle autorità nordcoreane al presidente sudcoreano, Roh Moo Hyun.
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