Cambio tattico nella lotta degli allevatori romandi
Continua ma cambia di postazione la protesta degli allevatori romandi contro i prezzi praticati dalla grande distribuzione.
Gli agricoltori del sindacato Uniterre hanno rimosso nel tardo pomeriggio di giovedì i trattori che bloccavano le entrate dei centri Migros di Ecublens e Coop di La-Chaux-de-Fonds. Poco prima però altre tre sedi delle due grandi catene di distribuzione erano state bloccate: a Friburgo, a Givisiez nello stesso cantone e a Marin, nel Canton Neuchâtel.
“Siamo determinati, rimarremo qui tutta la settimana”, così ci aveva detto un agricoltore nel primo giorno di blocco a Ecublens; ma nel frattempo il sistema di lotta è mutato. Ce lo conferma Pierre-André Tombez, presidente della sezione vodese del sindacato Uniterre: “stiamo sempre bloccando e siamo determinati ad andare fino in fondo, ma da buoni imprenditori abbiamo analizzato i rischi e le possibilità di riuscita e pensato sia meglio creare scompiglio altrove piuttosto che rimanere nello stesso posto”.
Quando chiediamo se sia stato il timore di un intervento della polizia a determinare la smobilitazione, Pierre-Alain Tombez afferma che una tale eventualità era ormai facilmente immaginabile. In effetti, date le denunce di Coop e Migros, l’eventualità si faceva alquanto concreta e dato che i due giganti alimentari avevano rivisto le loro mappe dei rifornimenti, il cambiamento tattico si imponeva.
Anche nei nuovi presidi i manifestanti si sono organizzati per resistere diversi giorni, accendendo i fuochi nei bidoni e preparandosi a dormire nei carri coperti.
“In 20 anni di militanza, non ho mai visto niente del genere”, afferma il segretario di Uniterre e consigliere nazionale ecologista Fernand Cuche, ma malgrado gli agricoltori romandi dimostrino una notevole capacità di mobilitazione non sono finora riusciti a convincere le direzioni di Coop e Migros ad avviare un negoziato sulla loro rivendicazione, l’aumento del prezzo della carne ai produttori.
Flavio Fornari
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