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Democrazia diretta in Svizzera

Chiusa sotto la pioggia la prima settimana di sessione

La maggior parte delle lamentele in questa prima settimana di sessione a Lugano riguarda in particolare la carenza di spazio e le sale mal isolate Keystone

La prima settimana di sessione delle Camere federali al sud della Alpi si è conclusa sotto un cielo plumbeo e carico di pioggia. Se le autorità locali contano sulla permanenza dei parlamentari confederati in Ticino per abbattere alcuni luoghi comuni, «Sonnenstube» in primis, il tempo ha sicuramente dato loro una mano.

Comunque nonostante la «Regenstube» il buon umore non è mancato. I parlamentari hanno in generale liquidato con qualche battuta alcuni problemi di natura organizzativa. Riguardo all’assenza del sistema elettronico di conteggio, che obbliga i politici ad alzarsi in piedi per esprimere il loro voto, il consigliere nazionale liberale neocastellano Rémy Scheurer ha detto: «non è male ci ricorda i bei tempi andati». La maggior parte delle lamentele riguarda in particolare la carenza di spazio e le sale mal isolate.

I politici confederati sono comunque in buone mani: alcuni medici vegliano sul loro stato di salute. Secondo un parlamentare le «difficili condizioni di lavoro, lunedì una fila di sedie è crollata sotto il peso di alcuni deputati UDC, e il merlot ticinese mettono a dura prova la salute di questa classe già a rischio».

Dettagli di natura organizzativa a parte, il programma parlamentare è stato classico: esami di divergenze riguardo ad aborto e credito al consumo, Rapporto sulla politica estera della Svizzera ed esame di tre iniziative popolari.

«Una sessione del tutto normale», come ha detto la verde lucernese Cécile Bühlmann. «L’accoglienza è stata molto calorosa e molto bene organizzata», hanno sottolineato in coro il radicale democratico vodese René Vaudroz ed il socialista vallesano Stéphane Rossini. Non tutti sono però daccordo, è il caso del deputato UDC zurighese Ulrich Schlüer, che ha ribadito le sua critica all’idea di traslocare la sessione in Ticino.

Nel pomeriggio di mercoledì sono state organizzare quattro escursioni «fuori porta». La gita che prevedeva una visita al polo tecnologico di Manno, ad una ditta di trattamento dell’oro a Mendrisio e ad un produttore di vino di Ligornetto, con degustazione finale, è stata quella più gettonata. Oltre una cinquantina tra parlamentari e giornalisti hanno preso d’assalto i due autocarri che attendevano dinanzi al Palazzo dei congressi.

Scarso invece l’interesse manifestato per l’escursione ai cantieri di AlpTransit del Monte Ceneri e di Bodio: solo tre di essi si sono presentati all’appuntamento. La gita presso l’Università della Svizzera italiana (USI) ha invece suscitato l’interesse di una ventina di persone. I politici hanno potuto beneficiare per l’occasione di una guida d’eccezione: l’architetto Mario Botta. Altri deputati hanno visitato la dogana di Chiasso, attraversata ogni giorno da circa 4.700 mezzi pesanti e confrontata con i problemi legati all’immigrazione clandestina, e il centro dell’Ufficio federale dei rifugiati.

swissinfo e agenzie

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