Clandestini e lavoro nero: come combattere il fenomeno
Per aiutare i "sans papiers" a regolarizzare la loro situazione la Commissione federale degli stranieri raccomanda di istituire organi di mediazione temporanei a livello cantonale.
Grazie ad un lavoro di consulenza, informazione e prevenzione sul terreno il numero di stranieri clandestini potrebbe essere ridotto considerevolmente nello spazio di un anno. È quanto suggerisce la Commissione federale degli stranieri (CFS) che ha inoltre invitato le autorità a combattere fattivamente il lavoro nero.
“Si tratta di un provvedimento a breve termine di un processo ancora lungo: ma non possiamo aspettare fino a che venga elaborata una soluzione perfetta”, ha spiegato la presidente della CFS, Rosemarie Simmen. Nonostante la mancanza di cifre esatte, ha aggiunto, il numero di “sans papiers” è sicuramente elevato e varierebbe tra i 50 e i 300 mila. La questione dei sans papiers è un problema che si trascina da decenni: le occupazioni delle chiese in Romandia rappresenterebbero perciò un’opportunità per agire.
Gli organi di mediazione proposti dalla commissione dovrebbero incoraggiare gli “illegali” classificabili come casi particolarmente rigorosi a chiedere un permesso di dimora o un’ammissione provvisoria che regolarizzi la loro presenza in Svizzera. Per la CFS l’istituzione di questi centri di consulenza (che per guadagnare fiducia agli occhi dei sans papiers non dovrebbero essere affidati alla polizia degli stranieri ma alle commissioni per i casi di rigore o a strutture sociali) deve essere accompagnata da una campagna di informazione e di sensibilizzazione che si rivolta ai partner sociali, alle organizzazioni degli stranieri e a tutti i cittadini.
Il fenomeno degli stranieri clandestini è prima di tutto un problema umano, ha osservato Rosemarie Simmen. Ma nemmeno l’aspetto politico ed economico è trascurabile. Una buona parte del lavoro sommerso, che in Svizzera viene stimato a 35 miliardi di franchi (9% del PIL), si rifornisce di questi clandestini come manodopera. La presidente della commissione ha stigmatizzato il modo con cui le autorità tollerano questa situazione di illegalità, mettendo così in discussione la politica degli stranieri e la credibilità, e ha sostenuto un inasprimento delle sanzioni contro il lavoro nero.
Luca Hoderas
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