Colloquio a Ginevra sull’adesione della Svizzera all’ONU
In prospettiva di una nuova votazione federale, oltre 400 persone hanno partecipato venerdì a Ginevra a un colloquio sull'adesione della Svizzera all'ONU. Fautori e avversari dell'adesione hanno presentato le loro posizioni.
Per il direttore dell’Istituto degli alti studi internazionali Peter Tschopp, il peggior nemico è l’indifferenza.«Per mobilitare l’opinione e permettere alla Svizzera di occupare un posto a pieno diritto all’Assemblea generale delle Nazioni Unite accanto agli altri 189 Stati del pianeta, la battaglia si annuncia dura», ha sottolineato Tschopp.
Jean-François Giovannini, vice direttore della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC), ha sottolineato l’interesse della Svizzera a concludere alleanze con altri Paesi in seno all’ONU. A suo avviso, il Paese, in qualità di membro a pieno titolo, può difendere le proprie idee e farle approvare sul piano internazionale.
Per il fronte opposto si è espresso Alain Nicollier, coordinatore del Forum svizzero di politica internazionale. Christoph Blocher, invitato alla manifestazione, non ha partecipato. Per Nicollier «tutto va bene, la Svizzera va bene, le relazioni tra la Svizzera e l’ONU sono eccellenti, non c’è alcun motivo per cambiare. Se la Svizzera aderisse all’organizzazione non cambierebbe nulla».
La procedura di consultazione, lanciata il 28 giugno dal Consiglio federale, giunge al termine il 5 ottobre. Un’iniziativa per l’adesione della Svizzera all’ONU è stata depositata il 6 marzo scorso. La votazione è prevista nel 2002.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.