Concluso al Nazionale l’esame della nuova legge sul parlamento
Mentre nei corridoi di Palazzo mercoledì l'unico tema di discussione è stato la fine della Swissair e la perdita d'immagine della Svizzera, il Consiglio nazionale ha proseguito l'esame del proprio regolamento, ossia la nuova legge sul parlamento. L'ha poi approvata in serata con 107 voti contro 10 e 7 astenuti.
Ha fra l’altro deciso che la popolazione dovrebbe poter prendere atto di tutti i voti dei parlamentari. La legge sul parlamento sostituisce quella del 1962 sui rapporti tra i Consigli, divenuta obsoleta. Meglio strutturata, la nuova legge contiene circa 155 innovazioni. Dovrebbe entrare in vigore nel 2003.
In fatto di trasparenza, il Nazionale ha accettato, con 63 voti contro 60, una proposta di Simonetta Sommaruga (PS/BE), intesa a rendere pubblica ogni presa di posizione su qualsiasi oggetto. «La democrazia funziona soltanto se sussiste la massima trasparenza», ha dichiarato Sommaruga.
La trasparenza è pure stata al centro dei dibattiti concernenti le riunioni delle commissioni parlamentari. Nils de Dardel ha vanamente proposto di dare la possibilità alle commissioni di tenere sedute pubbliche. La sua proposta è stata respinta con 87 voti contro 53. La proposta di Ulrich Schlüer (UDC/ZH) di esigere l’apertura di tutte le sedute ha avuto ancora meno successo.
Certi interventi parlamentari saranno ridefiniti. Così, le commissioni delle due Camere dovranno dare il segnale di via libera affinché un progetto sia preparato in seguito ad un’iniziativa parlamentare.
La Camera del popolo ha pure deciso di rivalorizzare le mozioni. Il governo sarà obbligato a presentare un progetto se un simile atto parlamentare concerne un settore di sua competenza. Non potrà più proporre di trasformare una mozione nella forma meno impegnativa del postulato.
Il Consiglio nazionale ha anche deciso di associare maggiormente il legislativo alle pianificazioni importanti dello Stato. Si è attribuito il diritto di pronunciarsi attraverso un decreto semplice sul programma di legislatura, sulla pianificazione finanziaria e sul rapporto di politica estera del Consiglio federale.
Ha infine respinto ad ampia maggioranza l’idea di modificare il sistema d’elezione del Consiglio federale. Hermann Weyeneth (UDC/BE) proponeva di eleggere i membri dell’esecutivo su una lista comune. Anita Thanei (PS/ZH) si è opposta affermando che la manovra era intesa a impedire la rielezione dei consiglieri federali socialisti.
Martedì il Nazionale aveva deciso di obbligare tutti i parlamentari a dichiarare i loro mandati. Il parlamento si è pure attribuito la possibilità di tenere un registro dei lobbisti attivi a Palazzo federale. La legge dovrà ora essere esaminata dal Consiglio degli Stati in una prossima sessione.
swissinfo e agenzie
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