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Conti del regime di Milosevic: la Svizzera ha indugiato nell’ampliare la lista

L'Unione europea aveva completato la lista già tre mesi orsono Keystone

La Svizzera ha indugiato alcuni mesi, prima di ampliare la lista di persone i cui conti dovevano essere bloccati perché legate all'ex presidente jugoslavo Milosevic. L'esitazione non ha però avuto conseguenze per il congelamento di eventuali fondi.

Lo ha indicato il Segretariato di stato dell’economia (seco) confermando una notizia diffusa giovedì dalla «Weltwoche».

L’elenco è stato completato solo martedì, quando i nominativi sono passati da 300 a 600. L’Unione europea aveva invece già compiuto questo passo tre mesi or sono, allorché aveva inasprito le misure contro Belgrado. Alle banche elvetiche era stato raccomandato di consultare – in caso di dubbio – anche le liste europee.

Il seco aveva già indicato quest’estate che il Consiglio federale avrebbe deciso solo in autunno se allinearsi alle misure adottate dall’Ue. Il Segretariato intendeva infatti sottoporre al governo un pacchetto unico comprendente anche le modifiche da apportare alle sanzioni. Per evitare malintesi – ammette il seco – sarebbe stato meglio pubblicare la lista immediatamente.

All’interno dell’Unione europea – prosegue il comunicato – vi sono stati disaccordi in merito alla cosiddetta «lista bianca», contenente i nomi delle ditte jugoslave non legate al regime di Milosevic e alle sue attività lucrative.

Attualmente i Quindici stanno lavorando a una «riduzione significativa» dell’elenco di sospetti: probabilmente alla fine esso conterrà solo le persone più vicine all’ex presidente.

swissinfo e agenzie

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