Contro la precarietà nel settore alberghiero ed in quello agricolo
No all'assunzione di manodopera extracomunitaria per supplire alla mancanza di personale: meglio reclutare gente all'interno dell'UE, approfittando dell'accordo sulla libera circolazione delle persone. Lo sostiene la Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC) unitamente al Syna, alla Federazione delle società svizzere degli impiegati e all'Hotel & Gastro Union.
«Non vogliamo che gli stranieri siano la valvola di sicurezza dell’economia», ha affermato venerdì a Berna Denis Torsche, segretario centrale della FSSC. Tra il 1991 e il 1995 il tasso di disoccupazione degli stranieri era tre volte superiore a quello degli svizzeri, ha aggiunto. I sindacati non vogliono che il Consiglio federale, cedendo alle pressioni del settore alberghiero e agricolo, introduca permessi di lavoro di breve durata, il cui statuto sarebbe ancora inferiore a quello dello stagionale.
In alcuni casi non vi è altra soluzione che ricorrere a personale straniero non proveniente dall’UE, ad esempio nel settore dell’informatica. Per valutare attentamente le varie situazioni, i sindacati in questione chiedono che venga istituita una commissione federale che regoli le procedure di ammissione. Dovrebbero farne parte anche rappresentanti dei governi cantonali e dei partner sociali.
Per la FSSC bisognerebbe andare oltre ed estendere i vantaggi dell’accordo della libera circolazione delle persone anche agli stranieri extracomunitari residenti in Svizzera da lunga data.
swissinfo e agenzie
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