Credito federale per il futuro dei nomadi
A lungo discriminati e perseguitati, i nomadi in Svizzera, nonostante i passi compiuti in direzione del loro riconoscimento, continuano a scontrarsi con pregiudizi e difficoltà pratiche. Nel 1997 era sorta una fondazione per garantire i loro diritti, a cui ora il governo vuole concedere nuovi sostegni.
Il Consiglio federale ha approvato un credito di 750’000 franchi per la Fondazione «Un futuro per i nomadi svizzeri» per il periodo 2002-2006. Il governo vuole proseguire nella politica di riconoscimento di questa minoranza «lungamente discriminata e perseguitata» in Svizzera.
La Fondazione, creata dopo lunga gestazione nel 1997, ha tre scopi principali, indica il messaggio del governo presentato mercoledì a Berna: creare aree di sosta e di transito, promuovere l’accesso al lavoro e, infine, garantire l’accesso alla scuola dell’obbligo e alla scuole superiori.
La Fondazione, scrive il Consiglio federale, non ha «legami istituzionali, ma sicuramente oggettivi», con l’operazione «Kinder der Landstrasse» (bambini della strada), organizzata dalla Pro Juventute, nella quale oltre 600 bambini nomadi furono strappati ai loro genitori tra il 1926 e il 1973. Il consiglio di fondazione conta 11 membri: cinque rappresentano i nomadi, gli altri sei Cantoni e Comuni, chiamati per primi a realizzare gli obiettivi della Fondazione.
In una fase iniziale, molto tempo ed energie sono state spese per instaurare in seno al Consiglio di Fondazione «un clima di fiducia reciproca». Attualmente, si legge nel messaggio del Consiglio federale, «i problemi continuano a porsi soprattutto a livello comunale, al momento di concretare i progetti di aree di sosta e di transito». I Cantoni sono però motivati a migliorare la situazione attuale dei nomadi e riconoscono nella Fondazione uno strumento importante per conseguire questo scopo.
swissinfo e agenzie
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