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D’accordo con il governo, ma non sulle rendite di vedovanza: le posizioni del PPD sull’AVS

Il consigliere agli stati Philipp Stählin (a destra) accanto ai consiglieri nazionali Hans-Werner Widrig e Thérèse Meyer-Kaelin durante la conferenza stampa sull'AVS Keystone

Sì al pensionamento a 65 anni per uomini e donne e al pensionamento anticipato a 62 anni. Aumento dell'1,5 per cento dell'IVA entro il 2010 per finanziare l'AVS. No invece ai risparmi sulle spalle delle vedove, come proposto dal Consiglio federale.

Sono queste alcune delle le principali posizioni espresse giovedì a Berna dal Partito popolare democratico (PPD) in merito all’11esima revisione AVS.

Il PPD, ha detto il consigliere nazionale Hans Werner Widrig (PPD/SG) ai giornalisti, respinge inoltre l’idea di un aumento dell’età pensionabile oltre i 65 anni, come suggerito dal presidente del Partito liberale radicale Franz Steinegger.

In linea con il governo in merito all’11esima revisione dell’AVS, il PPD sostiene l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne a 65 anni e la possibilità di un pensionamento anticipato a partire dal 62esimo anno.

Ma la flessibilità dovrà rispettare a medio termine il principio della neutralità dei costi, realizzabile riducendo le rendite del 5- 5,4 per cento all’anno. Anche le persone con bassi redditi potranno beneficiare di un pensionamento «à la carte» appoggiandosi sulle prestazioni complementari, ha spiegato Widrig.

Secondo la consigliera nazionale friburghese Thérèse Meyer il sistema delle riduzioni graduali permetterà sufficienti risparmi. Non sarà quindi necessario, come proposto dal CF, introdurre anche per le vedove le medesime condizioni richieste oggi ai vedovi per ottenere una rendita. Il governo intende infatti risparmiare 786 milioni di franchi riconoscendo una rendita al coniuge superstite solo se ha figli a carico ancora minorenni, ha aggiunto.

Il PPD propone invece un diritto alle rendite per vedovi e vedove che hanno figli a carico fino ai 25 anni, se questi stanno ancora seguendo una formazione. Inoltre ai congiunti superstiti, che hanno figli ma non hanno più diritto a una rendita, dovrebbe essere riconosciuto un aiuto al reinserimento (equivalente a una rendita annua) o una rendita complementare se hanno un salario basso, ha spiegato la Meyer.

Secondo il PPD questa proposta causerebbe costi supplementari ai cantoni in materia di prestazioni complementari. Il problema però potrebbe essere risolto versando ai cantoni una parte dei proventi realizzati dalle vendite di oro della Banca nazionale svizzera (BNS), ha spiegato il consigliere agli stati turgoviese Philip Stähelin. Egli ha aggiunto che il suo partito si oppone all’iniziativa popolare lanciata dall’Unione democratica di centro (UDC) che chiede di destinare il totale del ricavato dalle vendite di oro alle casse.

Widrig ha colto l’occasione dell’incontro con la stampa per prendere posizione sulle cifre pubblicate dal Partito socialista e dai sindacati il 9 ottobre a sostegno dell’iniziativa popolare «A favore di un’AVS flessibile». «I dati sono ingannevoli e nascondono la realtà dei fatti», ha detto il consigliere nazionale.

I promotori dell’iniziativa ritengono a torto che i problemi demografici del nostro paese possano essere risolti con una crescita dell’immigrazione e ulteriori aumenti salariali. Tale soluzione non sarebbe politicamente attuabile, senza contare che in questo modo i salari delle classi meno abbienti sarebbero soggetti a pressioni al ribasso.

swissinfo e agenzie

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