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Democrazia diretta in Svizzera

Da trent’anni le donne nelle stanze di Palazzo federale

Donne impegnate nella campagna elettorale per il voto alle donne a livello nazionale che si svolse il 5 febbraio 1971 Keystone Archive

Trent'anni fa le prime deputate entravano nel Parlamento federale. Undici le elette nella legislatura 1971-75, oggi sono 56 ma rimangono sottorappresentate.

Il 31 ottobre 1971, quasi nove mesi dopo il sì popolare al diritto di voto ed eleggibilità delle donne a livello federale, dieci candidate vennero elette al Consiglio nazionale ed una al Consiglio degli Stati. Le prime donne a sedere alla Camera bassa sono state le liberali radicali Tilo Frey, di Neuchâtel, Martha Ribi-Raschle, di Zurigo e Liselotte Spreng, di Friburgo, le socialiste Hedi Lang-Gehri, di Zurigo, Gabrielle Nanchen, Vallese e Liliane Uchtenhagen, di Zurigo, le popolari democratiche Elisabeth Blunschy, di Svitto, Josi Meier, di Lucerna e Hanny Thalmann, di San Gallo e la rappresentante ginevrina del Partito del lavoro Nelly Wicky.

Al Consiglio degli Stati la prima donna è stata invece la radicale ginevrina Lise Girardin, alla quale si aggiunge all’inizio della sessione di dicembre del 1971 la socialista sangallese Hanna Sahlfeld-Singer, subentrata al posto del dimissionario Matthias Eggenberger.

Fra queste pioniere quattro svizzero tedesche elette al Nazionale si sono distinte in seguito: la democristiana svittese Elisabeth Blunschy è stata la prima donna ad assumere la presidenza del Nazionale nel 1977 e la socialista zurighese Hedi Lang la seconda, nel 1981/82.

Dal canto suo la socialista zurighese Lilian Uchtenhagen, che è stata la prima donna a prendere la parola alla tribuna del Nazionale, è stata anche la sfortunata prima candidata donna alla corsa per una poltrona in Consiglio federale nel 1983. Quanto alla democristiana lucernese Josi Meier è stata la prima a dirigere i dibattiti al Consiglio degli Stati tra il 1991 e il 1992.

Lenta progressione

Dal 1971 la rappresentanza femminile al Consiglio Nazionale (200 seggi) è lentamente ma progressivamente migliorata. Da dieci nel 1971, il numero delle deputate è passato a quindici nel 1975, 21 nel 1979, 22 nel 1983, 29 nell’87, 35 nel ’91, 43 nel ’95 e 46 nel ’99. La 47esima donna è entrata alla Camera del popolo nel settembre scorso.

L’attuale tasso del 23,5 per cento di rappresentanti femminili alla Camera bassa è superato solo nello schieramento ecologista, che annovera la percentuale maggiore di elette (67 per cento) e nei ranghi dei socialisti (39 per cento). La percentuale raggiunge il 23 per cento tra i democristiani, il 19 per cento nel Partito radicale democratico ed il 7 per cento nell’UDC. Anche in termini assoluti, le consigliere nazionali sono presenti in numero maggiore nello schieramento rosso-verde (26) rispetto a quello borghese (21).

Al Consiglio degli Stati la progressione è stata meno regolare, con inversioni di tendenza nel 1975 e nel 1991. Il numero di senatrici è poi balzato da quattro ad otto nel 1995. Oggi le donne che siedono alla Camera alta sono nove su 46 (19,6 per cento): sette radicali democratiche, una popolare democratica ed una socialista.

swissinfo e agenzie

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