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Democrazia diretta in Svizzera

Deiss incontra il presidente filippino Joseph Estrada

Il presidente filippino Estrada, nella foto d'archivio, ha tenuto a ringraziare personalmente Deiss per la collaborazione svizzera nella vicenda dei fondi di Marcos Keystone

È stato intenso e proficuo per Joseph Deiss il secondo giorno di visite nelle Filippine. Dopo aver incontrato i ministri economici dell'arcipelago, nel pomeriggio il capo della diplomazia elvetica è stato ricevuto dal presidente Joseph Estrada.

Accolti nel palazzo presidenziale di Malacanang, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) e la sua delegazione hanno avuto un breve colloquio con il presidente. Estrada ha tenuto a ringraziare personalmente il capo della diplomazia elvetica per la preziosa collaborazione della Svizzera nella vicenda dei fondi Marcos.

L’incontro è stato in forse fino all’ultimo, per lo scandalo di corruzione scoppiato in questi giorni nel Paese asiatico e che vede direttamente coinvolto il capo dello Stato. Estrada è infatti accusato di aver intascato tangenti dai «baroni» del gioco d’azzardo ma il presidente nega le malversazioni e ha oggi rifiutato di dimettersi. Oltre ad argomenti di politica interna, il presidente filippino ha «ringraziato il governo svizzero per la sua collaborazione nella vicenda dei fondi Marcos», che ha permesso a Manila di ricuperare circa 600 milioni di franchi stornati illegalmente e depositati dall’ex dittatore nelle banche svizzere.

Il colloquio con il presidente Estrada era stato preceduto da una breve cerimonia durante la quale il capo del DFAE ha deposto una corona di fiori ai piedi del monumento dell’eroe nazionale José Rizal, un rivoluzionario giustiziato nel 1898 dagli spagnoli che allora occupavano il Paese. Particolare interessante oltre che curioso: il monumento è dello scultore svizzero Kissling, lo stesso che ha firmato un’altra opera simbolica: il Guglielmo Tell di Altdorf.

In mattinata, il capo della diplomazia elvetica aveva incontrato i ministri dell’economia e delle finanze dell’arcipelago. Al centro dei colloqui le prospettive di sviluppo delle Filippine nell’ottica della creazione di una zona di libero scambio tra i paesi del sud- est asiatico (ASEAN), un progetto per il quale gli interlocutori di Deiss hanno manifestato un vivo interesse.

La Svizzera figura nel plotone di testa degli investitori stranieri nell’arcipelago. Joseph Deiss ha colto l’occasione per ribadire ai suoi interlocutori il desiderio di Berna di una rapida ratifica dell’accordo di doppia imposizione.

Da parte filippina, i due ministri, Felipe Medalla (pianificazione economica) e José Pardo (finanze), hanno sottolineato l’immenso potenziale economico della regione grazie alla creazione entro due anni della zona di libero scambio cui dovrebbero aderire anche l’Australia e la Nuova Zelanda. Nell’ambito dell’ASEAN, le Filippine sono chiamate a svolgere un ruolo di primo piano soprattutto dopo la soppressione completa dei dazi doganali prevista nel 2010.

Nel viaggio nelle Filippine, il capo del DFAE è accompagnato da Peter Hutzli, membro della direzione di ‘economiesuisse’ (ex Vorort) e da Kurt Meier che rappresenta l’industria meccanica. «Grazie ad una presenza che risale al 19esimo secolo, la Svizzera occupa oggi un posto di primo piano nell’arcipelago», ha ricordato Hutzli.

Il valore delle esportazioni elvetiche nelle Filippine ha raggiunto l’anno scorso 290 milioni di franchi, afferma Peter Hutzli, il quale sottolinea peraltro che il Paese asiatico deve risolvere due problemi importati: la disoccupazione che colpisce un terzo della popolazione attiva ed il forte tasso di crescita demografica. Altri motivi di preoccupazione sono l’instabilità politica ed il valore del peso, la moneta locale, sceso oggi ai minimi storici.

swissinfo e agenzie

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