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Di nuovo sul tavolo di Ruth Metzler il problema dell’indipendenza della Commissione degli stranieri

Dopo le dimissioni sotto protesta, in gennaio, del presidente della Commissione, Fulvio Caccia, e di quattordici membri, Ruth Metzler ha incontrato giovedì a Berna alcuni rappresentanti degli stranieri e dei sindacati.

La polemica era scoppiata quest’inverno, dopo l’annunciato trasferimento del segretariato della Commissione federale degli stranieri (CFS) all’Ufficio federale degli stranieri (UFS), un organismo che, secondo i protestatari, ha prima di tutto compiti di polizia e non di integrazione degli stranieri.

L’incontro di giovedì può essere considerato una prima apertura della consigliera federale, finora rimasta ferma nella sua decisione, malgrado le proteste sindacali e delle associazioni di stranieri. Nulla di concreto è emerso dalla riunione, i partecipanti non volendo svelare i particolari del negoziato, prima di averne informato le organizzazioni che rappresentano.

«Fatti nuovi sono emersi dall’incontro», si è limitato a precisare Denis Torche della Confederazione dei sindacati cristiani ed ex membro della commissione. Anche il delegato spagnolo, Francisco Ruiz, ha parlato di «un piccolo sviluppo», ma nulla più.

L’unica certezza è che la questione di fondo, ossia l’indipendenza del segretariato della CFS, è stata al centro delle discussioni. Cinque ex membri della commissione hanno partecipato all’incontro oltre alla nuova presidente, Rosemarie Simmen, ed al vicepresidente, Walter Schmid. Presente anche la consigliera agli Stati Christiane Brunner (PS/GE), che svolge nella vicenda un ruolo di mediazione, impegnandosi nella ricerca di una soluzione reciprocamente soddisfacente.

L’incontro si è svolto in modo «aperto e costruttivo», sottolinea da parte sua un comunicato del Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP). Tutti hanno convenuto almeno su un punto: «l’integrazione degli stranieri ha un’importanza capitale per la Svizzera e per la sua politica nei confronti degli stranieri», precisa ancora la nota del DFGP.

Fulvio Caccia, ex presidente della CFS, aveva motivato le sue dimissioni con l’incompatibilità tra un ufficio con compiti di polizia ed una commissione che pensa invece in primo luogo all’integrazione. Altro motivo di protesta dei dimissionari: l’aspetto finanziario, che ritarda i progetti destinati all’assimilazione degli stranieri, un aspetto che è stato sollevato durante la riunione.

Il prossimo appuntamento è in settembre. In quel mese è infatti previsto un nuovo incontro con la presidenza della CFS, ha precisato Walter Schmid.

swissinfo e agenzie

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