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Dimezzati gli effettivi della protezione civile

La protezione civile è chiamata a concentrarsi su compiti come, ad esempio, la pulizia dei versanti dopo il passaggio di una valanga Keystone

A nuovi pericoli nuova struttura. Varata una riforma della protezione della popolazione per fronteggiare catastrofi naturali e terrorismo.

“Gli attentati dell’11 settembre hanno mostrato chiaramente che il ventaglio dei pericoli attuali si è notevolmente ampliato”, ha osservato il consigliere federale Samuel Schmid. Catastrofi naturali, situazioni di emergenza e anche la minaccia del terrorismo hanno assunto un’importanza sempre maggiore dalla fine della guerra fredda rispetto ai pericoli di natura militare. Un cambiamento che preso in considerazione dal nuovo concetto di protezione della popolazione che si focalizza su questi nuovi pericoli, ha sottolineato il ministro della difesa illustrando i punti principali della riforma.

Revisione della protezione civile

Il progetto di legge elaborato dal governo che ora viene inviato al parlamento prevede innanzitutto una revisione della Protezione civile (PCi) che verrà sottoposta ad una profonda ristrutturazione. Per cominciare l’attuale effettivo dei caschi gialli verrà più che dimezzato riducendosi da 280mila a 120mila. La durata del servizio verrà ridotta e inoltre i militi prosciolti dal servizio militare non saranno più obbligati a passare alla protezione civile. Quanto alle infrastrutture, l’obbligo di costruire i rifugi per i civili sarà mantenuto, ma l’obiettivo sarà quello di colmare le lacune esistenti e non di allestire bunker sotto ogni nuovo edificio.

La Protezione civile rappresenta tuttavia uno dei tasselli nel quadro di una protezione della popolazione intesa come sistema integrato e flessibile. Le forze di polizia, il corpo dei pompieri (il cui effettivo verrà pure ridimensionato), le strutture della sanità pubblica e i servizi tecnici costituiranno infatti i mezzi di primo intervento, mentre la PCi svolgerà il ruolo di strumento ausiliario da impiegare in un secondo tempo per aumentare le capacità di intervento.

Responsabilità dei cantoni

In linea generale, responsabili della protezione della popolazione in caso di catastrofi o di situazioni di emergenza in futuro saranno i cantoni, che conseguentemente dovranno assumersi maggiori oneri finanziari nel settore della PCi. Dal canto suo la Confederazione manterrà la competenze nel campo dei conflitti armati e delle catastrofi su vasta scala, come ad esempio nell’eventualità di inquinamento radioattivo o di epidemie.

Risparmi

Una nuova ripartizione al quale ha dato il suo pieno appoggio, a nome dei cantoni, il consigliere di Stato di Basilea-città, Andreas Koellreuter. Non da ultimo anche perché né Berna né i cantoni dovranno attendersi spese supplementari. La riforma, che dovrebbe entrare in vigore nel 2003, contribuirebbe al contrario a diminuire i costi di circa il 30%.

Luca Hoderas

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