DSC: «In Iraq ci vuole più sicurezza»
Le organizzazioni umanitarie non possono iniziare la ricostruzione in Iraq: la situazione è ancora troppo precaria. USA e Gran Bretagna promettono maggiore presenza.
L’impegno è stato ribadito dai rappresentanti alleati ad una delegazione della Direzione dello sviluppo e della cooperazione svizzera.
«Le nostre preoccupazioni sono dirette alla sicurezza. Solo quando verrà ricostituito un ordine nel paese, sarà possibile dare inizio ad un aiuto umanitario efficace», ha affermato a swissinfo Toni Frisch, delegato della Direzione dello sviluppo e della cooperazione svizzera (DSC).
Secondo il delegato elvetico, la situazione è ancora precaria in diversi luoghi. «Abbiamo chiesto agli americani di prendere al più presto misure per migliorare la situazione in Iraq», ha proseguito Frisch.
Azione svizzera in Iraq
Frisch fa parte di una delegazione svizzera che da giovedì è impegnata in Iraq. Il suo compito è di analizzare la situazione, elencare le priorità e coordinare i lavori di ricostruzione con le altre organizzazioni umanitarie. Per questo il rappresentante della DSC ha incontrato venerdì alcuni delegati del CICR e dell’ONU.
La Svizzera ha stanziato quest’anno 30 milioni di franchi per i progetti d’aiuto nel paese del Tigri e dell’Eufrate. Immediatamente dopo la fine delle ostilità e la caduta del regime, il Consiglio federale ha triplicato il credito di 10 milioni, previsto per far fronte all’emergenza umanitaria.
Ma i primi risultati della missione indicano l’impossibilità di portare un aiuto duraturo. La situazione interna è ancora troppo precaria. Per conoscere le prospettive future, ci sono stati dei contatti con le truppe d’occupazione anglo-americane.
Garner oberato di impegni
In verità, la prevista visita all’amministratore civile americano Jay Garner è stata annullata all’ultimo minuto: secondo gli USA, il generale in pensione è oberato d’impegni.
Dagli incontri avvenuti con altri rappresentanti delle truppe d’occupazione sono arrivate però delle conferme che vanno nella direzione auspicata dalle organizzazioni umanitarie: «Americani e inglesi ci hanno garantito il loro sostegno nell’opera di ricostruzione», ha detto infatti Toni Frisch, raggiunto telefonicamente a Baghdad. Stati Uniti e Gran Bretagna si impegneranno dunque a rafforzare la sicurezza in Iraq.
swissinfo e agenzie
Inizialmente la DSC prevedeva un credito allo sviluppo in Iraq di 4,5 milioni di Franchi
Con la minaccia della guerra da parte alleata, il credito era stato aumentato a 10 milioni
A metà aprile il governo ha stanziato ulteriori 20 milioni per rispondere alla grave situazione del paese
Dei 30 milioni di franchi stanziati per l’Iraq, due terzi vanno all’aiuto umanitario.
Responsabile per la gestione di questi fondi è l’Ufficio di collegamento della Svizzera nella capitale irachena.
Questo ufficio è stato riaperto martedì 6 maggio, dopo la pausa dovuta alla guerra.
«La nostra priorità va ai programmi che avevamo avviato già prima dell’inizio della guerra: rifornire gli ospedali di materiale e medicinali e ripristinare i servizi di acqua potabile”, spiegava in quell’occasione Jean-Philippe Jutzi, portavoce della DSC.
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