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Democrazia diretta in Svizzera

Dure critiche di Maurer al governo e agli altri partiti

Il presidente dell'UDC, Ueli Maurer Keystone

Davanti ai delegati del partito, riuniti sabato a Sarnen, il presidente dell'Unione democratica di centro (UDC), Ueli Maurer, ha soprattutto criticato il buco miliardario fatto registrare da Swissair e l'accordo sul traffico aereo tra Svizzera e Germania. L'assemblea si è poi espressa per un doppio no alla revisione della legge sull'esercito.

«L’UDC non accetterà l’accordo tra i due stati e si opporrà alla sua ratifica da parte delle Camere», ha sottolineato Maurer, riferendosi all’accordo sul traffico aereo concluso lunedì tra la Confederazione e la Germania. Dopo aver svenduto il Gottardo, Moritz Leuenberger ha fatto un nuovo regalo all’estero, ha aggiunto. Secondo il presidente dell’UDC il ministro dei trasporti è «incapace di condurre negoziati senza farsi prendere in giro».

Maurer non ha neppure risparmiato critiche al ministro degli esteri Joseph Deiss, «che se ne è infischiato della volontà popolare, invocando un’adesione rapida della Svizzera all’Unione europea». Il relatore ha anche attaccato la politica estera del Consiglio federale «priva di linee direttrici».

Ueli Maurer ha in seguito denunciato «l’infiltrazione dell’economia» nei partiti di governo. In particolare, il presidente ha stigmatizzato la connessione tra liberali-radicali, il disastro finanziario di Swissair e il ruolo svolto dall’ex presidente del consiglio di amministrazione, Eric Honegger.

«L’UDC è il solo partito ad essere in grado di lottare contro questi tipi di legami, per una politica credibile e per una Svizzera indipendente», ha affermato. «L’UDC realizzerà questi obiettivi in opposizione al Consiglio federale e agli altri partiti di governo, ma con l’appoggio della maggioranza degli elettori», ha concluso.

Nell’ambito dell’assemblea, i delegati UDC si sono poi espressi contro la revisione della legge sull’esercito: con 376 voti a 79 hanno detto no ai soldati armati all’estero e con 380 voti contro 83 hanno bocciato anche la collaborazione internazionale nel campo dell’addestramento militare, sconfessando il loro ministro della difesa, il consigliere federale Samuel Schmid.

swissinfo e agenzie

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