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Elezione di Schmid: delusa l’UDC, soddisfatti tutti gli altri

La delusione del leader dell'Unione democratica di centro al momento dell'annuncio dell'elezione in Consiglio federale di Samuel Schmid Keystone

L'elezione di Samuel Schmid in Consiglio federale ha raccolto reazioni positive da parte di quasi tutte le forze politiche. L'UDC deplora invece la scelta del parlamento, che non ha sostenuto i due candidati ufficiali del partito di Blocher.

Cominciamo la rassegna delle reazioni all’elezione del nuovo consigliere federale Samuel Schmid dall’Unione democratica di centro, il partito di appartenenza del neo eletto. UDC che viene doppiamente schiaffeggiata dall’Assemblea federale che non ha eletto nessuno dei due candidati ufficiali proposti, ma l’outsider avanzato dalla Sezione bernese.

Per il leader dell’UDC, il tribuno zurighese Christoph Blocher, adesso che Schmid è in Consiglio federale può ancora cambiare di campo e raggiungere l’ala blocheriana, maggioritaria all’interno dell’Unione democratica di centro. Per Blocher tutto dipenderà quindi da come si muoverà in governo il neo eletto: se, come vuole Blocher, Samuel Schmid lavorerà per l’indipendenza della Svizzera, si opporrà all’adesione all’Unione europea, riuscirà a far abbassare le tasse e sosterrà l’ala maggioritaria blocheriana dell’UDC, allora tutto andrà per il meglio, come ha dichiarato alle agenzie di stampa subito dopo l’elezione di Schmid. Se invece si preciseranno le divergenze con l’ala blocheriana del partito, in particolare su temi quali la politica estera e di sicurezza, allora Samuel Schmid si porrà in rotta d’urto con Blocher, come è il caso dell’attuale presidente della Confederazione, il consigliere federale uscente Adolf Ogi.

Da parte sua il presidente dell’UDC Ueli Maurer si è detto amareggiato per il fatto che nessuno dei due candidati del ticket ufficiale sia stato eletto. Nelle dichiarazioni alle agenzie di stampa Maurer ha contestato le affermazioni secondo le quali i parlamentari UDC abbiano lasciato cadere la candidatura del presidente del consiglio di Stato del Canton Turgovia Roland Eberle, sostenendo che la maggioranza dei parlamentari UDC hanno votato per l’altra candidata ufficiale, la presidente del consiglio di Stato zurighese Rita Fuhrer.

Soddisfazione per l’elezione di Samuel Schmid è stata espressa dal presidente del Partito democratico cristiano Adalbert Durrer, il quale ha definito il risultato dell’elezione “normale e conforme alle attese”. Per Durrer il risultato del voto dimostra che l’UDC ha dei problemi al suo interno e la dimostrazione sarebbero le poche schede raccolte dal candidato ufficiale Roland Eberle.

Per il capo del gruppo parlamentare democratico cristiano, il consigliere nazionale ginevrino Jean-Philippe Maitre, l’elezione di Schmid dimostra che il Parlamento ha preferito l’apertura all’arroganza ed ha risposto in modo confacente a quella che ha definito “la provocazione dell’ala maggioritaria dell’UDC”. Secondo Maitre l’elezione di Schmid non modificherà la politica di opposizione dell’UDC, anche se spera che provocherà un rapido chiarimento all’interno del partito di Blocher. Il capo del gruppo parlamentare democratico cristiano si augura infine che la parte ragionevole e costruttiva dell’UDC si ricompatti attorno al suo nuovo consigliere federale.

Soddisfatta dell’elezione di Samuel Schmid, e non poteva essere altrimenti dal momento che oltre ad affinità ideologiche è anche dello stesso cantone, la consigliera agli Stati bernese Christine Beerli, responsabile del Gruppo radicale democratico alle Camere, secondo la quale tutto “resta nella norma”, come ha dichiarato alle agenzie di stampa. La responsabile del Gruppo radicale democratico alle Camere si è detta comunque sorpresa dell’attitudine mostrata dai deputati UDC nei confronti dei loro due candidati ufficiali.

Poco sorpreso del risultato elettorale anche il presidente del Partito radicale democratico, il consigliere nazionale urano Franz Steinegger, secondo il quale il neo eletto consigliere federale è stato avvantaggiato dalla sua origine bernese: “Dal punto di vista dei deputati romandi -ha dichiarato Steinegger alle agenzie di stampa- un candidato bernese era preferibile ad uno proposto dall’UDC blocheriana”. La mancata elezione di uno dei due candidati ufficiali del ticket UDC provocherà, secondo il presidente del Partito radicale democratico, solo poche reazioni passeggere da parte dell’ex partito degli agrari, dal momento che molti dei membri dell’UDC potranno convivere con il nuovo consigliere federale.

Contenta dell’elezione di Samuel Schmid in governo anche la consigliera agli Stati ginevrina Christine Brunner, presidente del Partito socialista svizzero. Alla domanda se non avrebbe preferito l’elezione del consigliere nazionale UDC argoviese Ulrich Siegrist, sostenuto dalla sinistra in questa elezione e battuto da Schmid solo dopo sei scrutinii, Christine Brunner ha risposto che si sarebbe trattato dell’uomo giusto per il Dipartimento della difesa e che le differenze, rispetto ai due candidati ufficiali, sono notevoli soprattutto per quanto riguarda la politica dell’asilo e dei diritti umani.

E veniamo alle reazioni degli sconfitti. La prima reazione è quella del consigliere nazionale UDC argoviese Ulrich Siegrist che nel sesto ed ultimo scrutinio ha ottenuto 83 voti, mentre al neo eletto consigliere federale ne sono andati 121. Siegrist si è detto contento nonostante tutto, soprattutto per il brillante risultato ottenuto dal momento che non era in lizza quale candidato ufficiale dell’UDC, una mossa che è stata voluta per rafforzare i ranghi dei partigiani di Samuel Schmid. Operazione, quest’ultima, indubbiamente riuscita.

Soddisfatta del proprio risultato, soprattutto di quello ottenuto al primo scrutinio, la presidente del consiglio di Stato zurighese Rita Fuhrer, candidata ufficiale dell’UDC e beniamina di Christoph Blocher, che nel sesto ed ultimo turno di votazioni ha ottenuto 28 voti. Secondo la Fuhrer il risultato elettorale dimostra, come ha dichiarato alle agenzie di stampa, “la sua reale forza politica”.

E concludiamo con il presidente del consiglio di Stato turgoviese Roland Eberle, il favorito della vigilia alla sucessione di Adolf Ogi in Consiglio federale, il quale non ha nascosto, nelle dichiarazioni alle agenzie di stampa, la propria profonda delusione per il risultato conseguito: è stato infatti eliminato al quinto e penultimo scrutinio dopo aver ottenuto solo 17 voti. Nelle quattro votazioni precedenti non era comunque mai riuscito ad andare oltre i 25 voti. Eberle ha dichiarato che non si attendeva un risultato così misero, dal momento che aveva “ricevuto altri segnali” prima dell’elezione. La sua maggior delusione è l’aver ottenuto solo 16 voti al primo scrutinio, risultato probabilmente dovuto a ragioni tattiche e non personali, ma che lo ha eliminato fin dall’inizio dalla competizione. Costernazione, per il cattivo risultato elettorale di Eberle, anche nel Canton Turgovia, dove il presidente del Partito socialista turgoviese lo ha voluto spiegare con il fatto che Eberle non fa parte di nessuna delle due Camere.

Sergio Regazzoni

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