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Elezioni cantonali 2001 nel segno della stabilità

Nell'annata 2001, l'unico "terremoto politico" si è verificato a Ginevra, dove i radicali sono stati estromessi dal governo dopo 155 anni di presenza ininterrotta (nella foto il deluso Gérard Ramseyer) Keystone

L'esclusione del Partito radicale a Ginevra è l'unico mutamento significativo nelle cinque elezioni governative cantonali tenutesi nel 2001.

Friburgo è stato l’ultimo a rinnovare l’esecutivo. Risultato: lo status quo, come a in Vallese, a Soletta e a Neuchâtel nelle elezioni tenutesi in primavera.

L’unico sussulto si è avuto a Ginevra, dove i radicali hanno perso entrambi i seggi che avevano a vantaggio di democristiani e liberali, rimanendo fuori dall’esecutivo cantonale per la prima volta da 155 anni: Guy-Olivier Segond si è ritirato dopo 12 anni in governo e dopo le perdite nelle elezioni per il Gran Consiglio il PLR ha potuto presentare un solo candidato, l’uscente e contestato Gérard Ramseyer, che è stato sonoramente bocciato.

L’Unione democratica di centro non è riuscita ad aumentare i suoi seggi nei governi nonostante gli eccellenti risultati nelle elezioni parlamentari, in cui ha guadagnato 59 mandati. A Soletta come a Friburgo, i candidati UDC hanno gettato la spugna. Nel primo cantone dopo un risultato insoddisfacente al primo turno, nel secondo a causa di impedimenti giuridici: la «locomotiva» dell’UDC friburghese, Romain Barras, ha dovuto farsi da parte dopo la rivelazione di una recente condanna a 20 giorni con la condizionale per calunnia, ma essendo le liste già depositate, non ha potuto essere sostituito.

I socialisti, che nei parlamenti cantonali hanno perso 26 seggi, hanno potuto mantenere i loro mandati nei Consiglio di Stato. La sinistra ha comunque chiaramente mancato gli obiettivi che si era fissata: non le è infatti riuscito di ottenere la maggioranza in governo a Ginevra e a Neuchâtel né di aumentare la sua rappresentanza a Soletta.

Le elezioni 2001 hanno consolidato la posizione di preminenza del PPD nei governi cantonali: i democristiani detengono 53 seggi su 162. Seguono il PLR (45), il PS (26), l’UDC (17), i liberali (8) e i Verdi (4). Nove seggi sono stati conquistati da candidati indipendenti o di piccole formazioni.

In leggero aumento le donne, con tre «new entries»: la liberale Sylvie Perrinjaquet a Neuchâtel, Micheline Spoerri dello stesso partito a Ginevra e la democristiana Isabelle Chassot a Friburgo. Complessivamente, la quota femminile nei governi cantonali ha raggiunto il 20,4 %, ossia 33 seggi: 13 radicali, 9 socialiste, 4 democristiane, 3 UDC, 3 liberali e una Verde.

Ginevra, Berna e Zurigo, con tre donne ciascuno in un Consiglio di Stato di sette membri, possono vantare la più alta rappresentanza femminile nei loro governi. Sette cantoni rimangono retti da soli uomini.

swissinfo e agenzie

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